Pistoia, 9 gennaio 2018 - IL PICCO influenzale annunciato e temuto per l’ondata che si sarebbe potuta riversare nei Pronto soccorso della provincia, non c’è stato. Gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo sono stati numerosi, ma non tali da far scattare il piano di emergenza, a cui l’Asl si era preparata. Nel dettaglio, il giorno dell’Epifania, si sono contati 170 accessi: di questi, ben 67 pazienti sono stati rinviati al curante per il proseguimento delle cure. Numeri che si sono replicati anche domenica.

Dottor Giacomo Corsini, direttore sanitario del presidio, come è andato questo weekend? «Rispetto ai primi giorni dell’anno, dove si era registrato un ricorso maggiore al pronto soccorso da parte della popolazione, i numeri ora sono in linea con le medie giornaliere (circa 165-170 media giornaliera accessi). Tuttavia, sebbene sia minore l’afflusso dei pazienti, è maggiore la gravità delle patologie che vengono trattate, riferibili a sindromi influenzali in pazienti per lo più anziani e già complicati».

Quali sono le complicazioni riscontrate? «In alcuni soggetti, le patologie infettive hanno portato difficoltà respiratorie, dolori addominali e gastriti. Tutte situazioni che stiamo riscontrando dal periodo post natalizio, in pratica dal primo gennaio» C’è stato un aumento dei ricoveri ed appoggi in area chirurgica? «Per il momento, abbiamo una decina di appoggi in area chirurgia. Un numero dunque contenuto e gestibile».

Avete già attivato il piano di emergenza? «Gli operatori sanitari stanno gestendo al meglio il flusso dei pazienti. Per il momento sono state aumentate alcune risorse infermieristiche e mediche (poche unità) in modo flessibile e secondo le necessità del pronto soccorso o dei reparti. In pratica, si chiama il personale reperibile, sia medici, che infermieri che Oss, fino al massimo di una unità per turno. Questo vuol dire che abbiamo attivato solo la prima fase del piano di emergenza, che prevede, come primo step, una riorganizzazione interna». Quali previsioni si possono fare per le prossime settimane? «Siamo pronti ad affrontare una nuova ondata. Sulla scorta dell’esperienza degli anni passati, sappiamo che la patologia influenzale avrà strascichi per tutto il periodo di gennaio e febbraio».