Pistoia, 17 luglio 2017 - La gente per strada, i testimoni che hanno assistito all’evolversi dell’incendio che ieri ha devastato la collina sopra Montale non hanno dubbi sulla sua origine dolosa.

«E’ sicuro che ci sia la mano dell’uomo – dice Stefania Mosca – è partito in tre o quattro punti a distanza di poco tempo, come una pallina da tennis, sembrava telecomandato. Non è possibile che sia stato frutto del caso. E’ un fatto gravissimo perché distrugge un patrimonio verde bellissimo, un posto dove si starebbe magnificamente, ricco di fauna di ogni tipo, un vero paradiso naturale».

In tanti, appostati lungo via Gramsci, la strada che porta da Montale a Tobbiana, nei tanti posti panoramici, indicano i punti sulla montagna dove l’incendio ha preso il via. La gente conosce bene la montagna e la legge come un libro aperto: «Impossibile – dicono – che le fiamme facciano da sole tanta strada da un punto all’altro».

Sopra Tobbiana, in località Le Vigne, molti puntano il dito anche verso l’incuria di chi non pulisce il bosco. «Chi lavora al taglio delle piante dovrebbe essere obbligato anche alla pulizia – dice Evaristo Signori – invece tagliano e prendono i tronchi che possono vendere e lasciano le frasche secondarie tutte sul terreno creando così una situazione pericolosissima». Andrea Vannucci ci porta nel punto da cui l’incendio è partito per farci notare un tratto di bosco dove decine di pini sono stati tagliati e portati via, ma sull’area sono rimasti i rami secondari e col tempo sono stati invasi dalla sterpaglia secca creando uno strato spesso di materiale infiammabile con grande facilità.

«Dove il bosco viene pulito questi disastri non succedono – dice Andrea Vannucci – noi nella zona del nostro agriturismo abbiamo lavorato molto per fare pulizia e abbiamo creato anche una striscia libera da vegetazione al nostro confine». Secondo i pareri che abbiamo raccolto c’è la grave responsabilità di chi appicca volontariamente il fuoco, ma anche quella di crea le condizioni perché il danno sia vasto e incontenibile.