Pistoia, 31 gennaio - Atlete spiate nella doccia: Il Comune si muove, il Progetto Volley Bottegone ha preso la sua decisione. Nella giornata in cui l’amministrazione comunale fa sapere che «i responsabili dei cantieri hanno fatto un sopralluogo alla palestra Leonardo da Vinci per vedere se sia possibile oscurare subito i vetri delle docce» (l’iter dell’eventuale illuminazione del giardino è più complesso), la società sportiva, per voce dell’allenatore/factotum Athos Querci, informa che «verrà fatta una sola denuncia, quella dell’atleta la cui automobile è stata rigata. La società invece non ha intenzione, almeno per ora, di sporgere querela contro ignoti». Intanto la prima squadra di Bottegone ha fatto ritorno nell’impianto delle Fornaci, allenandosi lunedì dalle 20 alle 22 (e domani tornerà dalle 20.30 alle 22.30).

Un dirigente del club, che chiede di restare anonimo, racconta: «Il ritorno è stato tranquillo, ma era prevedibile che fosse così. Il lunedì, infatti, non siamo noi a chiudere la struttura, essendoci una squadra di pallacanestro che si allena dopo di noi. La serata dove accadono le cose spiacevoli è quella del giovedì, quando abbiamo l’ultimo turno di allenamenti. Dovendo tenere sempre aperto il cancello del giardino – per permettere il pronto intervento dei soccorsi qualora dovesse succedere qualcosa a chi utilizza la palestra – chiunque può entrare. Spiare la zona-docce, poi, è semplicissimo: basta alzarsi sulle punte dei piedi per sbirciare, visto che le finestre, in vetro non oscurato, sono basse e all’interno neppure protette da una tendina».

Il dirigente aggiunge: «Ci siamo sempre detti di uscire tutti assieme al termine delle sedute di allenamento, ma poi non succede. Certo, è una brutta sensazione uscire dall’impianto e sentirsi osservati se non addirittura importunati, che si sia donne o uomini. Si è parlato di 4-5 ragazzotti, in realtà a volte sono stati anche una ventina i balordi in zona. Ci controllano, graffiano le macchine, danneggiano i motorini. Bisognerebbe che tutti parlassero, anche i tesserati di altre società, ma comprendo anche chi ha il timore di essere poi riconosciuto e diventare un bersaglio ancora più facile. Speriamo che l’amministrazione comunale intervenga bene e presto oscurando i vetri alle docce, installando i lampioni e magari una telecamera, facendo girare la polizia municipale. Speriamo. Per ora ci sentiamo in costante pericolo».