Pistoia, 13 febbraio 2018 - A un anno di distanza dalla morte di Antonio De Witt Molendi, è stata arrestata la moglie del vigile del fuoco in pensione il cui cadavere venne ritrovato un anno fa all'interno dell'abitazione della coppia a Pistoia, con vistose ecchimosi in tutte le parti del corpo. Ferite che ne avrebbero causato la morte, avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 2017.

La donna, una bulgara di 51 anni, è stata arrestata dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Pistoia Maria Elena Mele su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Grieco. La donna è gravemente indiziata di aver maltrattato il marito. Il provvedimento del gip, viene spiegato, è giunto al termine di una complessa attività investigativa iniziata dalla squadra mobile fin dai momenti successivi al ritrovamento del cadavere e proseguita per un anno fino all'esito odierno.

La donna, Marinova Vessellinova Bogdana, dopo il ritrovamento del cadavere del marito fu denunciata per omissione di soccorso e maltrattamenti. Le indagini che hanno portato all'arresto, spiega la polizia, sono contenute in una corposa informativa depositata al pubblico ministero, nell'esame di tabulati telefonici e nelle informazioni rese da 30 testimoni sui fatti che, secondo gli inquirenti, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto durante le ultime ore di vita della vittima e di «delineare la personalità violenta della donna arrestata - afferma la polizia -, i suoi precedenti specifici e il rapporto che si era creato tra i due coniugi in costanza del quale l'uomo, vigile del fuoco in pensione, veniva costantemente maltrattato, picchiato, umiliato e privato di ogni disponibilità economica, al punto da trovarsi costretto a chiedere l'elemosina a vicini e conoscenti». Il corpo dell'ex vigile del fuoco, Antonio De Witt Molendi, che ormai era in pensione da qualche tempo, fu trovato sul pavimento dell'abitazione con una coperta addosso.