Il campione interrogato comprende 64 studenti equamente distribuiti tra iscritti al liceo classico e l’istituto professionale «Einaudi», dal tema del lavoro alle questioni sociali
Pistoia, 27 gennaio 2012 - Pistoia, una città dove non accade nulla di nuovo e dove i giovani nutrono, in generale, scarsa fiducia sul fatto che i politici delle amministrazioni locali si impegnino per affrontare le questioni più vicine al loro mondo. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Andrea Spini, sociologo dell’università di Firenze, nell’ambito del progetto «I piloti del caos», e uscita nel volume «Due, tre cose che so di loro», pubblicato da Felici Editore. L’indagine, durata un anno e finanziata dalla Regione Toscana per un ammontare complessivo di 10mila euro, è stata condotta allo scopo di fornire un quadro sociologico «il più possibile completo» sulla popolazione in età compresa tra i 17 e i 19 anni.
Il campione interrogato comprende 64 studenti equamente distribuiti tra iscritti al liceo classico e l’istituto professionale «Einaudi», e va a sondare il terreno su questioni di varia natura, dal tema del lavoro a quello della religione, toccando anche il tema dell’impegno sociale, associativo e politico. «Conoscere opinioni e valori dei nostri giovani – ha commentato il vicesindaco e assessore alle politiche giovanili Mario Tuci, in occasione della presentazione dei risultati della ricerca a Palazzo di Giano – ci aiuta a portare avanti interventi mirati in un’ottica di incremento della partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città, intensificando così il confronto tra le parti».
Sebbene il ritratto dei giovani pistoiesi parli di individui «apatici e disinteressati», il dato, secondo il professor Spini non deve essere letto negativamente, in quanto successivamente smentito dall’impegno attivo degli stessi in realtà di volontariato locali, dimostrando così solo il bisogno di nuova socialità: «I giovani – ha spiegato Spini – vogliono essere protagonisti di loro stessi e per quanto si parli di una città che fa poco per i ragazzi, alla fine è qui che loro individuano un luogo sereno, privo di conflitti». «Si è trattato di una ricerca – ha aggiunto Maria Stella Rasetti, dirigente comunale alle politiche giovanili – nella quale coloro che sono oggetto della ricerca, in questo caso ‘I piloti del caos’, partecipano essi stessi all’indagine. Da parte dei ragazzi comunque è emersa la disponibilità a cambiare idea sulla politica amministrativa locale».
L.m.