Viaggio al camposanto fra degrado e divieti. Due addetti: "Consegnateci le foto"
INCURIA IN CITTA': SEGNALACI I CASI DI DEGRADO
Pistoia, 16 luglio 2011 - Che il cimitero comunale versasse in uno stado di degrado era cosa nota. Lo abbiamo documentato più di una volta. Che però adesso i cittadini non abbiano nemmeno la possibilità di verificarlo di persona, suona come una (bruttissima) novità. Provare per credere. Nel pomeriggio di ieri, ci siamo recati al camposanto per accertare le segnalazioni che da qualche giorno arrivavano alla nostra redazione. Nemmeno il tempo di varcare la soglia e fare un paio di scatti, che cronista e fotografo si sono trovati davanti due addetti che hanno subito intimato, in modo non troppo urbano, di 'consegnare il rullino'.
Diciamo addetti sulla fiducia, ma dato che non hanno mostrato nessun cartellino identificativo, avrebbero benissimo potuto non esserlo. Ci è stato detto che "per fare foto ci vuole un’autorizzazione" e che, visto che non noi non l’avevamo, "dovevamo consegnare il rullino o sennò la macchina fotografica". "Se tornate con il permesso potete fare tutte le foto che vi pare". Un po’ stupiti per esserci improvvisamente visti catapultare in una zona chissà per quale motivo interdetta alla stampa (manco fossimo entrati nell’Area 51), siamo stati costretti a cancellare le foto (fatte con macchina digitale come praticamente tutte da un decennio a questa parte) e tornarcene indietro.
Interpellato l’assessore Lattari, ci è stato spiegato che, in effetti, esiste un regolamento che prevede una richiesta scritta. Il regolamento non prevede, però, e di questo ne siamo sicuri, che cronista e fotografo siano costretti a cancellare le foto e a non fare liberamente il proprio lavoro. Di conseguenza, le immagini che pubblichiamo nella pagina sono quelle scattate dal consigliere comunale Pdl Alessandro Tomasi che, vigendo nel cimitero comunale un sistema due pesi due misure, ha potuto catturarle con maggiore libertà. Gli scatti non fanno altro che documentare quello che i cittadini sanno da tempo e che anche noi, prima dell’arrivo dei due addetti comunali, abbiamo avuto modo di constatare.
Già il viale alberato d’ingresso annuncia al visitatore lo stato in cui versa il camposanto: marciapiedi rotti, erba altissima sulle aiuole, rifiuti che rotolano in terra, più un giaciglio fatto con pezzi di scatole di cartone occupato da un’anziana nomade. Poco più avanti, il palo su cui era stato installato il campanello, è stato divelto e lasciato in terra. Di poco migliore lo spettacolo all’interno: anche qui siepi che sembrano avere un gran bisogno di essere potate, sacchetti della spazzatura negli angoli e tombe non sempre adeguatamente pulite dall’erba.
"Io — aggiunge Tomasi — ho notato che le tombe di alcuni illustri concittadini potrebbero essere tenute meglio ad esempio quella di Bolognini. Riconoscendo che i custodi non hanno questa competenza, e se magari le famiglie che non abitano più in città non ci pensano, con una spesa irrisoria potrebbe essere l’amministrazione, attraverso i propri cantieri del verde che ben operano sulle aiuole, a tenerle in ordine", conclude il consigliere comunale Pdl che ha potuto scattare le foto.