Choc all’alba: arrestati Ferrari e i vertici di Conad del Tirreno

Evasione fiscale e reati tributari: cinque ordinanze di custodia cautelare in città. Nel mirino la costruzione di un deposito a Montopoli

Il presidente Orazio Ferrari (foto Quartieri)

Pistoia, 15 giugno 2011 - Il mondo imprenditoriale e sportivo pistoiese è sotto choc per la notizia degli arresti eccellenti in seno alla maxi-operazione 'Fuori tutto' condotta dalla Guardia di Finanza di Finanza di Roma per un presunto giro di evasione fiscale e rimbalzata in tutta Italia fin dalla prima mattina di ieri a partire dall’arresto del presidente nazionale della Confcommercio Pambianchi.

 

Nessuno poteva immaginare però che, di lì a poco, un vero e proprio ciclone avrebbe travolto anche Pistoia, con l’arresto, ai domiciliari, di note personalità che sarebbero coinvolte nell’eclatante vicenda.
Il presidente della Pistoiese, Orazio Ferrari, è tra gli arrestati e con lui il presidente e del gruppo Conad del Tirreno Silvano Ferrini, l’amministratore delegato del gruppo Ugo Baldi, l’ex dirigente del gruppo Ettore Conti e l’avvocato pistoiese Andrea Baldi.

 

Ferrari è qui indagato — come hanno spiegato gli inquirenti — quale titolare del gruppo immobiliare Roscer di Prato e con lui ci sono Carlo Rosano, Pietro Cercasio, lo stesso Andrea Baldi e Luigi Minischetti, presidente del Banco di Lucca. Sulla società Conad del Tirreno, come hanno spiegato le Fiamme Gialle nel corso della conferenza stampa che si è svolta a Roma ieri mattina, l’accusa sarebbe quella di illecito autofinanziamento mediante operazioni di leasing.

 

Al centro dell’inchiesta c’è "il deposito di Montopoli Valdarno (Pisa) della Conad del Tirreno — ha spiegato la Finanza — costruito dal gruppo imprenditoriale Rocher, con l’ausilio dei vertici della stessa nota cooperativa della grande distribuzione". Sempre secondo i finanzieri del Nucleo speciale di polizia tributaria "l’illecità operatività era contraddistinta da artifici contabili complessi consistitti nelle creazioni di crediti fittizi".

 

Il traffico, come è stato spiegato: "nel suo complesso ha prodotto la bancarotta fraudolenta di due società nei cui confronti sono stati distratti oltre 20 miilioni di euro, l’illecito progressivo aumento del valore degli immobili trasferiti, finalizzato ad ottenere un plusvalore poi drenato dalle società fallite e il fittizio trasferimento in Bulgaria di 7 società coinvolte a vario titolo nella frode".

 

I reati contestati, a vario titolo, sono l’associazione a delinquere, la bancarotta fraudolenta, il riciclaggio, reati tributari, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, appropriazione indebita. Ieri mattina alcuni degli indagati sono stati condotti in questura dai finanzieri pistoiesi per le operazioni di fotosegnalamento e poi sono stati condotti nelle loro abitazioni, ristretti agli arresti domiciliari in base all’ordinanza di custodia cautelare spiccata dal gip di Roma.

 

Sempre ieri mattina i finanzieri pistoiesi, su delega di Roma, hanno eseguito anche una serie di perquisizioni tra cui gli uffici di Ferrari, che si trovano in Porta Lucchese. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari. Resta da vedere se saranno effettuati dagli inquirenti romani in trasferta oppure dal gip di Pistoia, su deroga.

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