Evasione, stretta della guiardia
di finanza: scoperti 31 nullatenenti
Ul bilancio dei primi mesi del 2010. Ma la nostra città è un'isola felice. Rispetto al 2009 sono cresciuti i controlli, ma i reati sono in aumento
Pistoia, 7 settembre 2010 - Gli evasori sembrano in calo, secondo lo studio de «Il Sole-24 Ore» che vede Pistoia guadagnare, positivamente, cinque posizioni rispetto a quattro anni fa (a metà classifica), nel confronto tra la capacità di spesa e il tenore di vita effettivo delle famiglie, ovvero: si spende quello che si guadagna e non di più, quindi le spese non sarebbero alimentate da redditi sommersi.
Una parte di merito sicuramente ce l’ha il grande impegno del Comando provinciale della Guardia di Finanza che da qualche anno ha portato all’emersione di tantissimi evasori, documentando con le cifre il proprio operato. Nel corso del 2009 gli interventi di polizia tributaria sono stati ben 463 e hanno portato all’individuazione di oltre 111 milioni di euro sottratti alle tasse (il 64 per cento in più rispetto al 2008); 9 milioni e mezzo di euro d’Iva non dichiarata (il 7 per cento in più del 2008).
Quaranta i reati tributari: dalla dichiarazione fraudolenta, all’occultamento o distruzione di documenti contabili fino all’emissione di fattore per operazioni inesistenti. Nel 2008 comunque il «bottino» delle Fiamme Gialle è stato considerevole: sono stati recuperati 50 milioni di euro di base imponibile sottratta a tassazione ai fine delle imposte sui redditi e 3 milioni di euro per violazioni all’Iva. Anche la lotta all’economia somemrsa ha dato grandi risultati: sono stati scoperti e verificati 43 tra evasori totali e paratotali (leggera flessione rispetto ai 50 del 2008) nei settori edile, manifatturieri, del commercio all’ingreosso e al dettaglio. Fra tutti avevano emesso di dichiarare redditi per oltre 73 milioni di euro contro i 24 milioni del 2008. L’aumento rilevato dalla Finanza era quindi esponenziale: del 304 per cento.
Ma interessantissimi sono i dati che riguardano i primi cinque mesi di attività del 2010 e che sono stati illustrati dal colonnello Massimo Prisco in occasione del 236° anniversario della fondazione. Ed ecco la prima sorpresa: a fronte di 63 verifiche fiscali e 174 controlli, nel settore delle imposte sui redditi (redditi non dichiarati, non deducibili e ricavi non contabilizzati) la Finanza, da gennaio a giugno 2010, ha individuato qualcosa come 163 milioni di euro, con un aumento dell’82 per cento in più rispetto all’analogo periodo del 2009, che fu pari a 89.650.000 euro.
Nel settore Iva (relativa, dovuta e non versata) le infrazioni rilevate ammontano a 13 milioni e mezzo di euro (con una leggera flessione rispetto ai primi 5 mesi del 2009). I reati fiscali accertati e segnalati all’autorità giudiziaria sono stati 22 (furono 16 nei primi 5 mesi del 2009), con un aumento del 38 per cento, e 19 sono le persone denunciate, con un aumento del 58 per cento rispetto al 2009.
Sul fronte dell’economia sommersa, nei primi mesi del 2010 sono stati scoperti 31 evasori totali e paratotali: il 24 per cento in più dello stesso periodo del 2009, quando furono 24. Il settore è quello di autoveicoli, abbigliamento, bar e ristoranti. In tutto hanno omesso di dichiarare al fisco redditi per 154 milioni di euro, con una variazione percentuale pare al 142 per cento rispetto al dato del 2009 che fu di 63 milioni di euro. L’Iva evasa è stata di 10 milioni e mezzo di euro, in lieve calo rispetto ai primi 5 mesi del 2009.
lucia agati


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