'Rivoluzione' a scuola
Da settembre al via
la riforma
Agli istituti superiori gli studenti del primo anno troveranno i nuovi indirizzi. Cambiano anche le materie. Gli insegnanti già di ruolo verranno impiegati per coprire il nuovo orario
PISTOIA, 24 AGOSTO 2010 - gli studenti si godano ancora le vacanze, c’è tempo fino al 14 settembre per pensare alle «sudate carte». La scuola, però, è tutt’altro che ferma. Dirigenti, Ufficio scolastico, Provincia e Regione: sono tutti a lavoro per ridisegnare il volto degli istituti superiori, secondo il riordino dettato dalla riforma Gelmini. I nuovi indirizzi, a Pistoia come nel resto d’Italia, partiranno già a settembre, per le classi prime, insieme al nuovo piano orario, con conseguente redistribuzione delle ore e delle materie di insegnamento tra i docenti già in carica e i supplenti che attendono di essere chiamati. Ma per dire come cambierà la scuola superiore in provincia bisognerà aspettare ancora un anno, quando saranno attuati accorpamenti e redistribuzioni delle dirigenze dei vari istituti.
ACCORPAMENTI. A partire dall’anno scolastico 2011-2012 si conoscerà il destino degli istituti superiori. L’assessore all’Istruzione della Provincia, Paolo Magnanensi, è al lavoro da maggio su un doppio fronte: attuare il piano di dimensionamento e razionalizzazione, imposto dalla riforma e redisribuire o attivare nuovi indirizzi, sulla base delle richieste presentate dai dirigenti scolastici che non hanno trovato attuazione nell’anno 2010-2011.
In particolare saranno accorpati tutti quegli istituti in cui il numero degli iscritti non arrivi alle 500 unità. Il criterio sarà quello di unire sotto una stessa dirigenza (un unico preside), istituti più piccoli. Tra questi risultano essere, per la Valdinievole, l’Istituto tecnico per l’agricoltura «Anzillotti» di Pescia, il «Marchi» di Pescia, per il distretto pistoiese il «Barone de Franceschi» e il Geometri «Fermi», scuole che contano una media di 300-400 alunni. Nessuna variazione logistica o didattica, assicura l’assessore Magnanensi, che prende tempo: «Ci sono scuole — come l’Istituto Agrario di Pistoia — troppo complesse, per la loro natura duplice di scuole ed aziende agricole, e per la presenza dei convitti annessi, per poter essere gestite da una dirigenza unica, perciò dovremo valutare ogni singolo caso».
MATERIE E ORARIO. Come è avvenuta la redistribuzione della didattica? Cioè chi insegnerà le materie di studio introdotte nei nuovi indirizzi? Per quest’anno, seguendo le direttive del Ministero della Pubblica Istruzione, le assegnazioni sono avvenute utilizzando della classi di concorso atipiche, spiega l’Ufficio scolastico.Un modo per dire che nessun insgenante perderà il posto e ognuno verrà chiamato a coprire quelle materie per le quali ha un’abilitazione affine, se non specifica. Questo almeno per i primi anni, poi, necessariamente, tutto cambierà. «Ma — spiegano le funzionarie dell’Ufficio scolastico — nella nostra provincia non ci saranno grandi cambiamenti». Vediamoli.
ASSEGNAZIONI. Negli istituti tecnici «Pacini» di Pistoia, «Capitini» di Agliana, «Igea» di San Marcello, «Marchi» di Pescia e «Forti» di Monsummano, la Riforma ha introdotto la materia «Tecnologie informatiche», che almeno per quest’anno, sarà ‘coperta’ dai docenti aventi la classe di concorso «Dattilografia e stenografia». A livello provinciale la novità interesserà una decina di insegnanti. Novità anche all’Itis «Fedi» e al «Marchi» di Pescia: Il nuovo «Laboratorio di elettrotecnica», sarà competenza degli insegnanti di «Informatica». Diminuisce, al «Forteguerri», l’educazione musicale nel neonato Liceo delle Scienze Umane (il «Pedagogico» non esisterà più): gli insegnanti verranno trasferiti nelle scuole medie o, se in possesso del titolo, saranno impiegati per il Sostegno nelle classi con studenti in difficoltà o disabili.
Infine, all’istituto «Pacini» che da settembre ospiterà l’unico «Liceo Scientifico Scienze Applicate», saranno introdotte le due materie di «Elettronica» e «Informatica», con annessi laboratori. La novità interesserà 6 classi prime, per un monte ore settimanale pari a 6 per classe. Materie per le quali, come spiega l’Ufficio Scolastico, saranno chiamati supplenti, tra quelli iscritti nelle graduatorie di Istituto o in quelle provinciali ad esaurimento.
Tutte le variazioni, assicicura l’Ufficio scolastico, verranno fatte salvaguardando la titolarità, come dire «bisogna che tutto cambi se vogliamo che tutto resti com’è», come insegnava Tomasi di Lampedusa.
di MARTINA VACCA


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