Scalini e trabocchetti
"Caccia alla barriera"
Viaggio attraverso il centro con i ragazzi del Forteguerri: ancora troppi gli ostacoli per i disabili
BARRIERE. Ostacoli e trappole nelle strade del centro storico. Segnala la tua storia
Pistoia, 23 aprile 2010 - Nemmeno il tempo di giungere al punto di ritrovo, che già si segnala il primo disagio. Chi è stato incaricato di prendere le carrozzine alla sede della Croce verde per portarle fino al «Forteguerri», si lamenta della fati«Erano vuote, sopra non c’era nessuno, ma quant’è stata dura...», borbotta Antonio Sessa, presidente di Legambiente, una delle associazioni che ha organizzato la giornata della caccia alla barriera architettonica.
Con le loro gambe, i quattro studenti della 3a F liceo pedagogico che hanno scelto di partecipare «all’esperimento», si presentano puntuali all’appuntamento al portone d’ingresso della scuola. Un attimo appena per sedersi sulla carrozzina, e poi subito via per le strade del centro storico, lungo quello che in pochi secondi si trasforma in un autentico percorso ad ostacoli. Sali scendi da marciapiedi sconnessi, buche sulle strade, difficoltà di accesso a negozi e banche a causa di scalini che sembrano alti come montagne. Ci sono perfino problemi d’accesso alle sedi di qualche ente pubblico. In poco tempo i ragazzi realizzano che per chi non può camminare, la città è piena zeppa di «trabocchetti».
Il primo intoppo, proprio di fronte la scuola. Per una volta non a causa dell’incuranza dell’amministrazione, ma di qualche pistoiese «distratto» che ha parcheggiato la bicicletta nel bel mezzo del marciapiedi, costringendo la «carovana» a scendere sulla carreggiata dove sfrecciano autobus e qualche macchina. Girato l’angolo, nel giardino a fianco del liceo, sono i sassi del ciottolato a costringere chi spinge le carrozzine a sudare le sette camicie per andare avanti. «Ci vuole una forza notevole. Da sola non ce l’avrei mai fatta», nota Leka, una delle studentesse.
Passato Borgo stretto, su via Curtatone e Montanara per i ragazzi si apre uno scenario desolante. «Sembra di correre le 3 mila siepi — commenta qualcuno — soltanto che qui non si vincono medaglie». Ogni pochi metri, all’incrocio con una delle viuzze laterali, il marciapiedi si interrompe e dieci centimetri di scalino costringono «disabili» e accompagnatori a manovre faticose e della durata di diversi minuti. E’ un saliscendi continuo, che fa scuotere la testa ai ragazzi e ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato la mattinata. Per chi sta sulla carrozzella anche i tombini rappresentano un intoppo. E nel centro storico ce ne sono tanti.
Pochi metri più avanti la «comitiva anti-barriera» scopre con una punta di rabbia che perfino l’accesso ad una farmacia o ad uno studio medico può essere un problema. Molti negozi del centro sono del tutto sprovvisti di pedana. Alcuni — spiegano i titolari rispondendo alle rimostranze dei ragazzi — ne possiedono una, ma la sistemano di fronte all’ingresso soltanto a richiesta. «Però così è un po’ umiliante», nota ancora Leka.
Così anche sulla Sala, e poi ancora per via Roma, dove si incontra «l’esempio positivo» della sede delle Poste, fornita di un accesso a misura di disabile. Lo stesso il Battistero e, grazie all’entrata secondaria, anche la Cattedrale di San Zeno. Ma sono pochi esempi di un percorso a ostacoli che dopo oltre un’ora e dopo tanta fatica, si conclude di fronte ai gradini insormontabili di Palazzo Balì, sede del Consiglio provinciale di una città in attesa di diventare a misura di disabile.
s.t.



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