Pistoia, 24 novembre 2017 - “Siete già caldi?”, chiese Madonna ai fan nel primo concerto sul suolo italico (Torino, 1987: sono trascorsi trent’anni e pure sembra ieri). Una frase ben presto diventata mitica. Siete pronti, domandiamo molto più sommessamente ai lettori? Ebbene, preparatevi perché sull’Alta Toscana si sta per abbattere il “ciclone-Pratesi”.

Lorenzo Pratesi, 35enne commediografo regista attore pistoiese, mente creativa vulcano d’emozioni, ha già fatto il tutto esaurito o quasi a oltre un mese e mezzo dal debutto di “Lei non sa chi sono io”, la sua nuova commedia in due atti, brillante, che si discosta, garantisce, dal precedente lavoro, “Ieri mi sposo”. E non è la prima volta: anzi, per lui accade sempre così.

“In realtà – corregge il tiro - sono stati già venduti oltre 300 biglietti per i 2 spettacoli di venerdì 19 e sabato 20 gennaio 2017 al Teatro Moderno di Agliana: siamo vicini al sold out. Ce ne sono ancora per la ‘prima’, stavolta non pistoiese, al Teatro Bambi di Coreglia Antelminelli, in Garfagnana, domenica 14 gennaio. Ma non abbiamo dimenticato Pistoia: in primavera arriveremo anche in città (verosimilmente al “Bolognini”, ndr)”. E ancora, probabilmente, a Montemurlo e Prato.

Perché, pian piano, il nostro sta uscendo, tutto da solo, dai confini provinciali, com’è giusto che sia. Il suo entusiasmo è contagioso: riuscirebbe a far sorgere il sole anche nella giornata più bigia. Non si avvale di alcuno, fa da sé: scrive, comunica, promuove, insomma ha talmente energia da riuscire a vestire, novello Zelig, i panni del manager dello scrittore di testi del regista dell’attore del promoter e chi ne ha più ne metta. Se delegasse, forse, sarebbe già a nella Capitale, ma se delegasse non sarebbe Pratesi.

“‘Lei non sa chi sono io’ è una rivoluzione popolare. La trama è ambientata in uno studio televisivo. Un programma popolare, simil trash, una conduttrice italiana, con politici ospiti e pubblico turbolento”. Poi si capisce che non può e non vuole dire di più, giustamente, ma certo non mancheranno risate e sorrisi amari, il momento del divertimento e della riflessione, persino della malinconia. Perché Pratesi è così, se vi pare.

Spesso a fini benefici. “Anche stavolta cercheremo di aiutare chi sta peggio di noi – racconta –. Ad esempio i terremotati del Centro Italia, di Umbria, Marche e Lazio, a cui erano state fatte molte promesse, tutte o quasi disattese. Ecco che la cifra che raccoglieremo la metteremo nelle mani di don Nando Ottaviani, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di Coreglia Antelminelli. Dalle sue mani finirà direttamente in altre mani, recapitata a domicilio, poi sveleremo in quali e dove. Ma statene certi: sicure”.

Bene, non resta che aspettare. Macché, viene subito voglia di sapere ove trovi tanto slancio, specie di questi tempi. “In questo lavoro ci saranno 24 attori, 2 tecnici, 3 ballerine…”. Alt, alt, alt: che siano queste ultime il suo segreto di verve?