L'Asl segnala nel 2008 138 richieste di intervento in città. Più del doppio in provincia. Tetti in Eternit e discariche abusive. Ma anche, come segnala un conisgliere di An, nei tubi dell'acquedotto e nella scuola a Le Grazie, da anni in stato di abbandono
Pistoia, 25 luglio 2009 - Sono numerosi e sparsi in svariati punti della città, gli interventi per bonificare dall’amianto costruzioni ed aree di ogni tipo. Soltanto nel 2008, nella sola zona pistoiese l’Asl ha ricevuto 138 piani per altrettanti lavori da parte di cittadini, mentre a livello provinciale il numero è doppio. Si tratta per lo più di interventi di portata limitata, che spesso sfuggono all’attenzione di un’opinione pubblica non sempre consapevole dei rischi del materiale che, ancora fino a pochi decenni fa, veniva utilizzatO in molte costruzioni civili e industriali.
«Il più delle volte - dice Claudio Coppi, responsabile Arpat Pistoia - gli interventi riguardano eternit abbandonato per strada, nei campi o accanto ai cassonetti oppure, forse ancor più frequentemente, di tettoie».
Come i residenti certo ricorderanno, un caso simile si verificò nel marzo 2008 a Belvedere, dopo che fortissime raffiche di vento scoperchiarono alcune case, rivelando la presenza di eternit. «Ma ultimamente - afferma l’assessore comunale all’ambiente, Mario Tuci - gli interventi rilevanti non sono stati poi numerosi».
Come spiegano dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale 3 Area pistoiese, nel caso di quantità modeste, in seguito ad accordo con l’azienda di smaltimento rifiuti del proprio territorio, il cittadino che deve rimuovere materiale contenente amianto può provvedere personalmente seguendo tutte le precauzioni necessarie ed incaricando l’azienda specializzata nel tratatmento dei rifiuti del solo smaltimento. In questo caso, l’Asl riceve notizia solo da quest’ultima.
Qualora si tratti di quantità rilevanti, il cittadino deve invece incaricare una ditta specializzata iscritta ad uno specifico albo: allora l’impresa, con un preavviso di almeno 30 giorni, deve trasmettere all’Asl il piano di lavoro della bonifica.
NOn è però raro che l’amianto si trovi in costruzioni pubbliche, perfino nelle tubature dell’acqua. Di recente la questione è stata di nuovo sollevata dal consigliere comunale Nicola Barbarito. «Consideratane la pericolosità — afferma l’esponente di An/Pdl rivolgendosi al sindaco - torniamo a chiedere se sia stata data attuazione alla richiesta di rimozione delle tubazioni di amianto-cemento, presentata dal nostro gruppo e approvata da tutti gli altri ad eccezione del Pd, ormai oltre un anno fa». Lo stesso Barbarito si era già fatto promotore di un’interrogazione per chiedere informazioni sulla situazione della bonifica del tetto di amianto cemento della scuola elementare di Le Grazie da anni in abbandono.
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