L'assessore Tucci attacca l'imprenditore: "L’Amministrazione, facendo uno sforzo notevole, ha speso 800.000 euro per numerosi interventi eseguiti allo stadio, scongiurando in tal modo la possibilità di chiudere lo stesso al pubblico e permettendo ai tifosi di trascorrere la domenica a tifare la propria squadra"
Addio alla Pistoiese. Lascia il tuo messaggio
Pistoia, 18 luglio 2009 - Il duro scontro polemico tra l’ex presidente della Pistoiese, Massimiliano Braccialini, e l’amministrazione comunale, si trasforma in una battaglia legale. Il Comune, come spiega l’assessore allo sport Mario Tuci, ha inviato due ingiunzioni fiscali a Braccialini per 47 mila euro in totale, relative a pendenze che risalgono al campionato 2006-2007 e che il Comune non ha ancora incassato.
Non solo. «Per quanto riguarda i 135.000 euro di affitto da pagare al Comune, vorrei ricordare a Braccialini — dice Tuci — che la scelta è frutto di un accordo con il quale l’ex proprietario della Pistoiese si era impegnato ad effettuare lavori allo stadio che consistevano nella realizzazione di una biglietteria esterna, come impone la legge nazionale, e di nuovi spogliatoi. Pertanto prima di accusare l’amministrazione rispetti gli impegni presi visto che gli sono state recapitate ingiunzioni fiscali, per quanto riguarda il campionato 2006-2007, per un totale di oltre 47.000 euro che il Comune non ha ancora incassato, mentre per il campionato 2008-2009 la somma sale a 125.000 euro se si sommano le spese di affitto, di pubblicità, decurtando i 16.000 euro anticipati da Braccialini per l’impianto di video-sorveglianza installato allo stadio, sempre in base ad un accordo tra ex società arancione e amministrazione. Quindi prima di rivendicare pensi ad onorare gli impegni assunti».
Braccialini non si è presentato all’incontro in Comune chiesto dall’amministrazione. E ora Tuci affronta a tutto campo il caso Pistoiese. «Chiedo alla vecchia e alla nuova società arancione una risposta chiara e certa per la città. Sono molto dubbioso visti i risultati avuti fino ad oggi, nutro forte perplessità sull’iscrizione della nostra squadra al campionato. Per ricredermi ho bisogno di certezze che oggi non ci sono. Non mi sono stupito delle dichiarazioni di Braccialini — prosegue Tuci — ormai ci ha abituato a queste esternazioni fuori luogo. Se oggi la Pistoiese rischia di scomparire la responsabilità è solo sua. Continuare a scaricare le responsabilità di una sua non adeguata gestione sull’Amministrazione comunale è un tentativo per cercare di dirottare su altri il problema. Il fatto che abbia rifiutato un incontro per chiarire la situazione la dice lunga. Chi non ha niente da nascondere non si comporta certo così».
Tuci ricorda quando Braccialini ha preso il timone della Pistoiese. «E’ arrivato con idee grandi, in pochi anni aveva promesso di conquistare la serie B, invece è riuscito perfino a stravolgere l’alfabeto. Questo è il vero risultato della sua gestione a Pistoia. In questi anni ha saputo fare solo richieste all’Amministrazione per distrarre tutti dall’attenzione sui problemi della società. Durante il campionato, in più occasioni, ha accusato l’Amministrazione di non eseguire interventi allo stadio. Però i cori di protesta che ho sentito la domenica al Melani erano diretti a lui e non al Comune. Infatti l’Amministrazione, facendo uno sforzo notevole, ha speso 800.000 euro per numerosi interventi eseguiti allo stadio, scongiurando in tal modo la possibilità di chiudere lo stesso al pubblico e permettendo ai tifosi di trascorrere la domenica a tifare la propria squadra».
«Braccialini — ricorda Tuci — dice che l’Amministrazione era al corrente di tutta la trattativa con Bortolotti. Non è assolutamente vero. Alcuni mesi fa il sindaco Renzo Berti ha riunito intorno ad un tavolo imprenditori ed altri soggetti locali invitandoli a farsi avanti per rilevare la società arancione. Il nostro compito come amministratori pubblici è di stimolare una soluzione, di agevolare la trattativa, il Comune non può fare da intermediario, non si tratta di un compito istituzionale. Abbiamo appreso dai rappresentanti di Braccialini che c’era una trattativa in corso e durante quella fase fu chiesto il silenzio stampa prima della conclusione della stessa. In quel momento non sapevamo chi fosse interessato ad acquistare la Pistoiese, solo a giochi fatti ne siamo stati informati».
«Tra l’altro una trattativa chiusa in poche ore, forse avrebbero dovuto valutare meglio e non agire frettolosamente. Inoltre — dice l’assessore allo sport — mi preme che si faccia chiarezza su un punto. La società è stata venduta al valore simbolico di un euro: ma a queste condizioni c’erano soggetti locali interessati? Lo sapevano? E se sì, sarebbero stati interessati ad acquistarla? Oppure si è tenuto nascosta questa cifra per mirare ad altre soluzioni? Se venisse fuori che c’è stata la volontà di tenere fuori imprenditori del posto interessati alla Pistoiese sarebbe un fatto grave ed irresponsabile, uno schiaffo per tutta la città».
«Solo a cose fatte abbiamo saputo che Bortolotti aveva acquistato la società. Il giorno dopo ci è stato presentato e per noi è stato un sollievo perché per l’Amministrazione era un incubo avere continue incertezze sul futuro di un glorioso simbolo, per questo ci siamo sentiti sollevati. Noi non conoscevamo Bortolotti, ma a soli 15 giorni dalla scadenza per l’iscrizione al campionato, dopo il rifiuto di Braccialini nel farlo, se dopo pochi giorni si presenta un imprenditore interessato per noi è un sospiro di sollievo e questo atteggiamento non può essere stravolto e strumentalizzato».
La Sagra di Mezzestate, manifestazione in scena dal 21 al 28 agosto, è finalizzata con la sua notorietà a evidenziare le peculiarità del territorio. Cinque giorni di vetrina per conoscere gli aspetti più rappresentativi del "soggiornare, vivere e lavorare nella Montagna Pistoiese"