Il guasto era noto da diversi mesi, ma nonostante le rimostranze di alcuni abitanti, dopo alcuni sopralluoghi non c’era stato nessun tipo di intervento. Lo spreco d'acqua nandava avanti perchè Asl e Publiacqua non riuscivano a mettersi d'accordo
Pistoia, 17 luglio 2009 - «Toh! guarda un po’ chi si vede…il camioncino di Publiacqua. Era l’ora…».
Un po’ sdegnati, un po’ sollevati da un tarlo che li rosicchiava ormai da qualche mese: gli abitanti di Bottegone hanno accolto così gli operai venuti per riparare la perdita d’acqua nelle tubature sotto la sede del presidio sanitario Asl.
Un po’ combattuti, perché se da una parte hanno visto finalmente l’inizio della soluzione di un problema, dall’altra hanno ottenuto ragione soltanto dopo essersi rivolti a un giornale. Gli scavi nell’area Asl di via Fiorentina sul lato della Misericordia, con tanto di sistemazione di un semaforo provvisorio, sono iniziati ieri di buona mattinata. Ieri, proprio il giorno in cui La Nazione riportava in locandina la notizia della falla nella rete dell’acquedotto e, chiedendone conto ai responsabili dell’ente gestore, chiariva l’origine del continuo rivolo d’acqua che ormai da mesi scorreva indisturbato tra abitazioni, orti, esercizi commerciali della zona.
«C’è una perdita nella rete sotto il terreno di proprietà dell’Asl. Abbiamo dovuto rimandare l’intervento perchè ancora in attesa dell’accettazione preventivo che abbiamo presentato all’Asl», era stata la spiegazione seguita dall’assicurazione che i lavori sarebbero iniziati già il giorno seguente. Il guasto era noto da diversi mesi, ma nonostante le rimostranze di alcuni abitanti, dopo alcuni sopralluoghi non c’era stato nessun tipo di intervento.
«Dissero che l’intervento era difficile e che occorreva tempo» ribadisce Emanuele Bonacchi, dallo studio dentistico di via Fiorentina, vicino al presidio Asl. Invece stamattina (ieri per chi legge) gli operai sono stati subito messi al lavoro. A dire il vero, già mercoledì, poco dopo il sopralluogo de La Nazione abbiamo visto arrivare qualche tecnico, ma francamente, data l’esperienza non ci saremmo immaginati niente di più». «E’ andata diversamente. Bene, fa piacere che finalmente si sia voluto correre ai ripari - chiude l’odontotecnico - ma mi chiedo che razza di società è quella in cui, per far valere un diritto, bisogna rivolgersi ai giornali».
Simone Trinci
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