2008-05-27
di ENZO CABELLA
ORA CHE è finita, che la Pistoiese è rimasta in C1, Corrado Benedetti uomo mite ma risoluto, cordiale ma deciso a difendere le proprie idee, esperto eppure animato da giovanile baldanza confessa che «la salvezza della Pistoiese è una delle soddisfazioni più belle della mia carriera». Pensiamo sia sincero. Era arrivato il 1° di aprile, meno di due mesi fa, ma nellambiente non cera nessuna voglia di sorridere ricordando la ricorrenza.
«Ho trovato una squadra avvilita, sfiduciata, quasi depressa ricorda il tecnico ravennate ma mi sono anche chiesto come mai quella squadra, con quei giocatori, fosse in fondo alla classifica. E così mi sono buttato nellimpresa di salvarla, convinto che, se i ragazzi mi avessero seguito, avremmo potuto farcela. Ho lavorato molto dal punto di vista psicologico, ho cercato di ridare fiducia a chi laveva perduta, convinzione nei propri mezzi. Il gruppo ha risposto bene, si è ricompattato e ha saputo, poco alla volta, ritrovare se stesso, tirando fuori i valori morali. Ognuno si è messo al servizio degli altri. Le ultime tre vittorie non sono venute per caso».
IL TECNICO volge lo sguardo anche fuori dalla squadra. «Devo dire che la gente mi ha gratificato molto. Devo ringraziare tutti quelli che hanno, in qualche modo, collaborato con me. E i tifosi che sono tornati vicino alla loro squadra, le isituzioni che hanno avuto attenzione verso la Pistoiese; insomma, tutti hanno capito che bisogna tirare il carro nella stessa direzione. Così come devo ringraziare, in particolare, i giocatori più esperti, che si sono scambiati pareri su come affrontare gli ultimi impegni. Cè stata, insomma, una generale collaborazione che ha portato alla salvezza». Domani è un giorno importante. Cè in agenda lincontro tra i Braccialini e Benedetti. Si parlerà di programmi per la prossima stagione, dei giocatori che si ha intenzione di confermare e di quelli che lasceranno la Pistoiese.
«NON NASCONDO osserva Benedetti che vorrei varare, insieme alla proprietà, un bel programma, costruire al più presto un gruppo di 22 giocatori di qualità. Bisogna tener conto del budget della società, ma non cè bisogno di spendere e spandere, è importante avere idee chiare, scegliere gli uomini giusti da mettere ai posti giusti, creare un gruppo di lavoro efficiente, che possa dare quelle soddisfazioni che sono mancate questanno. E, ripeto, è fondamentale che tutti remino dalla stessa parte, verso lo stesso obiettivo. Voglio dire una cosa, che non è una banalità: Pistoia mi è entrata nel cuore, mi ha accolto bene, per cui mi piacerebbe lavorare con profitto e poter costruire insieme ai giocatori, ai tifosi, ai dirigenti qualcosa di importante. La città merita le migliori soddisfazioni».