Pisa, 26 novembre 2017 - In dieci anni ha investito circa un milione di euro, 462mila dei quali solo negli ultimi due per adempiere alle richieste del Gos della Questura e «riaprire» l’Arena Garibaldi, dichiarata inagibile due estati fa con il Pisa costretto prima ad emigrare ad Empoli e poi a giocare a porte chiuse. A cui ne dovranno essere sommati altri 60mila entro fine anno per la manutenzione di Curva Sud e Gradinata dopo i problemi dei giorni scorsi. Snocciolano numeri e importi in sequenza il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore comunale ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Che proprio non ci stanno a ritrovarsi sul banco degli imputati alla vigilia del derby, ai primi posti dell’elenco dei corresponsabili per il mancato aumento della capienza. Ovviamente, senza disconoscere «i pesanti di disagi e le difficoltà che sta vivendo la tifoseria, alle prese con uno stadio vetusto e non all’altezza delle ambizioni della società e della tifoseria» spiegano, nel corso di una conferenza stampa convocata ieri mattina a Palazzo Gambacorti, affiancati da Fabio Daole, responsabile della direzione verde urbano e sport. Il punto, però, per l’amministrazione è uno solo: con gli interventi tampone si sprecano risorse ingenti senza risolvere il problema, «perché anche facendo tutte le manutenzioni straordinarie che servono, dalla videosorveglianza all’adeguamento alla normativa antisismica, l’Arena non sarebbe, comunque, in grado di ospitare partite del massimo campionato – hanno spiegato –. Per questo stiamo sostenendo con il massimo sforzo l’impegno della società, finalizzato alla ristrutturazione radicale dell’Arena: il 31 ottobre abbiamo ricevuto il progetto preliminare e il 15 novembre ero già da Invimit a raccogliere le informazioni neessarie per avviare la procedura e il 22 i nostri funzionari sono andati all’agenzia del territorio per concordare le modalità con cui stimare il valore attuale dell’Arena, tappa necessaria per consentire ai soggetti incaricati dal Pisa di redigere un piano di fattibilità economico-finanziaria».

Il "nuovo" stadio, insomma, è la priorità. Quella, per altro, che ha anche fatto riporre nel cassetto il cosiddetto «piano B» che, se fosse stato realizzato, oggi avrebbe consentito, di avere un’Arena Garibaldi con ua capienza di 12.745 spettatori. Per realizzarlo, però, sarebbe stato necessario un investimento complessivo da parte del Comune di 1,8 milioni di euro per gli interventi di adeguamento alla normativa antisismica: 600mila in Curva Nord subito e la parte restante nel biennio seguente in Gradinata e nel settore ospiti. E uno da parte del Pisa di circa 150mila euro per la sostituzione dell’impianto di videosorveglianza in tutto lo stadio. Il comune, al riguardo, assicura: «Faremo di tutto perché la società possa costruire il nuovo stadio – ho concluso il sindaco Filippeschi –, ma se questo non fosse possibile faremo tutti gli interventi di manutenzione che servono per arrivare alla capienza massima possibile alle condizioni attuali».