Pisa, 4 febbraio 2018 - «Almeno entro settembre spero possa essere completato l'iter autorizzato e aperto il cantiere: se la politica fa fino in fondo il suo lavoro, sono convinto che si possa accelerare». Incalzato dai cronisti, a margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti il presidente del Pisa Giuseppe Corrado è tornato a parlare della ristrutturazione dell’Arena Garibaldi e dell’assemblea pubblica di giovedì sera alla Leopolda. Lo ha fatto per «ringraziare gli organizzatori e le centinaia di tifosi che hanno partecipato, un’attestazione di interesse enorme ma che non ci stupisce perché i pisani ci hanno abituato a questo. E’ stata un’occasione molto importante per fare chiarezza e per esplicitare che noi non abbiamo secondi fini: vogliamo uno stadio per fare calcio e abbiamo deciso di realizzarlo quando abbiamo capito che non c’erano alternative».

Importante anche il passaggio dedicato alla disponibilità finanziaria di Invimit, il fondo del Ministero del tesoro che sarà il principale finanziatore dell’operazione: «E’ vero che non hanno risorse infinite e, quindi, prima completiamo l’iter autorizzativo e meglio sarà per il nostro progetto, però hanno a disposizione, comunque, quattrocento milioni di euro, dunque l’eventualità di perdere quest’opportunità di finanziamento non mi preoccupa eccessivamente». L’esito dell’assemblea ha soddisfatto pienamente anche il sindaco Marco Filippeschi: «E’ emerso chiaro come il Comune abbia fatto la sua parte, con prontezza e scrupolo – dichiara – e come sindaco e giunta portino di fronte alla società e alla città, a viso aperto, indirizzi chiari per le decisioni che spettano al consiglio comunale. Siano esse d’indirizzo o deliberazioni concrete, compreso l’avvio della variante urbanistica».

La macchina, insomma, per il primo cittadino procede a pieno regime: «Spero proprio che i tempi della stima del valore dello stadio siano i più brevi e che si possa deliberare per mettere in disponibilità il patrimonio. Intanto società e Dea Capital produrranno le integrazioni al progetto necessarie, secondo quanto richiesto dalla conferenza di servizi fatta dagli uffici comunali il 15 dicembre scorso. Nel frattempo si deve approvare la convenzione e si può procedere a fare nuovi incontri nel quartiere». Intanto, però, il progetto potrebbe già approdare fra i banchi del consiglio comunale per una delibera di tipo più politico: «Ho chiesto alla riunione dei capogruppo consiliari di valutare la necessità di fare una seduta del Consiglio comunale per approvare un atto d’indirizzo, come richiesto anche dalla società».