Pisa, giovedì 14 dicembre 2017 -«Andarmene a gennaio? L'idea proprio non mi ha mai sfiorato: mi dispiace per aver sprecato sei mesi ma da ora in poi recupererò tutto il tempo che ho perso, il mio campionato comincia ora». Potrebbe essere Maikol Negro, il bomber arrivato quest'estate dal Matera e autore di una sola rete nel girone d'andata, l'acquisto più importante del Pisa nella campagna trasferimenti di gennaio. L'attaccante, infatti, è carico come probabilmente non era mai stato da quando indossa la maglia nerazzurra, confortato anche dalla rete realizzata domenica sera, una perla di rara bellezza per la serie C che non è servita a conquistare un risultato positivo contro l'Arezzo, ma è stata un tonificante importantissimo per il suo morale: «Inutile dire che il gol mi mancava tanto e ora, finalmente, è arrivato».

Che cosa non ha funzionato in questi suoi primi mesi con il Pisa?
«Diverse cose evidentemente a giudicare dai risultati, ma non cerco certo alibi. La responsabilità è essenzialmente mia, anche se i tanti piccoli acciacchi muscolari che mi hanno impedito di lavorare con continuità certamente non mi hanno aiutato».

Dal punto di vista tattico pensa di essere stato impiegato bene?
«Pù o meno ho giocato negli stessi ruoli che avevo ricoperto in passato: l'anno scorso a Matera, ad esempio, Auteri mi ha impiegato per gran parte della stagione da esterno sinistro nel tridente d'attacco e qualche volta da attaccante centrale».

Ma si sente ancora al centro del progetto nerazzurro?
«Assolutamente sì. E' vero che mister Gautieri da un certo punto in poi ha fatto altre scelte, lasciandomi fuori, ma ad onor del vero, in quelle condizioni mi sarei mandato in panchina anch'io».

Adesso, però, il peggio è passato?
«Mi vorrebbe da risponderle in modo affermativo perché fisicamente sto bene e la pausa capita anche al momento giusto per crescere ulteriormente. Però sarà bene lasciar parlare il campo: di sicuro mi aspetto molto dalla seconda parte della stagione, anche perché una cosa simile a quanto accadutomi nel primo semestre in nerazzurro, nella mia carriera sinora non mi era mai capitata».
A Pisa, comunque, si è ambientato bene?
«Non vivo molto la città perché abitiamo a Tirrenia. Però la mia famiglia si trova molto bene e questo per me è la cosa più importante».

Dunque a gennaio non si muoverà?
«Lo escludo in modo categorico. Non solo per motivazioni familiari, ma soprattutto per dimostrare a tutti che la società ha fatto bene a puntare su di me».

Oltre a lei, però, dovrà crescere anche il Pisa.

«Sicuramente. Perché nel girone d'andata abbiamo lasciato troppi punti per strada. Però a mio parere nulla ci è ancora precluso ...».

Nemmeno il primo posto?
«A mio parere no. Certo adesso siamo lontanissimi e, dunque, non possiamo più sbagliare: ma ci sono ancora diciotto partite da giocare e tutto può ancora succedere: due passi falsi consecutivi possono capitare a chiunque e sarebbero più che sufficienti per riaprire il campionato. A patto di essere in grado di approfittarne, ovviamente».

Quali sono gli errori da non ripetere nel girone di ritorno?
«Quanto accaduto domenica scorsa con l'Arezzo e soprattutto in quella precedente a Pontedera non dovrà più accadere: troppe volte, finora, ci è capitato di calarci mentalmente nella partita solo dopo aver subito una sberla dagli avversari. Non deve più succedere, perché in salita tutto diventa più faticoso».

Con Eusepi come si trova?
«Fuori dal campo benissimo visto che siamo pure vicini di casa. Sul prato verde, invece, finora abbiamo potuto giocare poco insieme e mi dispiace molto perché è uno dei centravanti più forti del campionato: penso che, insieme, si possa fare molto bene».