Pisa, giovedì 7 dicembre 2017 - Nessuna rivoluzione al mercato di gennaio, anche perché «è sbagliato smantellare e ricostruire la squadra a stagione in corso». Però qualche movimento ci sarà comunque: «In entrata abbiamo in mente due o tre operazioni in entrata» ha detto martedì sera il consigliere d'amministrazione nerazzurro Giovanni Corrado intervenendo al “Nerazzurro di Massimo Marini”. «Ma lavoreremo anche sulle uscite, soprattutto in prestito – ha proseguito il dirigente nerazzurro -: abbiamo alcuni giovani di talento che, in questo momento, stanno giocando poco e, probabilmente, cercheremo per loro soluzioni che possano permettergli di scendere in campo con maggiore continuità». Il Pisa, insomma, non starà alla finestra nemmeno al mercato di gennaio. Probabile che almeno uno dei tre innesti verosimilmente già individuati riguardi il settore offensivo, numeri alla mano quello che ha più bisogno di sostegno nonostante gli ingenti investimenti fatti quest'estate: con Pazienza, infatti, Eusepi è tornato a segnare con continuità ma ancora mancano all'appello le reti di Negro e metà campionato è già alle spalle.

L'occasione, comunque, è stata utile anche per parlare del nuovo stadio: «Non è solo un'esigenza della società ma di tutta la città come ha dimostrato anche il derby con il Livorno – ha spiegato il dirigente nerazzurro -. E' brutto che Pisa non possa avere uno stadio all'altezza: il comune ha dato il massimo supporto e la pratica sta andando avanti, speriamo che i lavori possano iniziare il prima possibile». L'ideale per Giovanni Corrado sarebbe «aver completato l'iter autorizzativo entro la fine di maggio in modo da poter iniziare in quel periodo la prima fase dei lavori».

Complessivamente, comunque, il consigliere d'amministrazione del Pisa è soddisfatto del lavoro fatto sinora: «Il nostro inizio di campionato non è stato dei migliori, ma tenendo presente che abbiamo ricostruito in toto squadra e staff tecnico, non ci lamentiamo. La mano della società mi sembra si cominci a vedere anche perché siamo qui da meno di un anno: abbiamo quattordici squadre giovanili e nella prima squadra un blocco di giocatori di proprietà legati a noi con contratti pluriennali. L'obiettivo, comunque, rimane la lotta per la serie B e siamo in corsa: non centrare la promozione sarebbe senz'altro una sconfitta, ma non ci fermeremmo certo qualora non riuscissimo a raggiungerlo subito».