Pisa, martedì 5 dicembre 2017 - Di nuovo all'Arena  a 31 anni di distanza dall'ultima volta. Wim Kieft l'aveva salutata il 27 aprile 1986 nel derby con la Fiorentina perso per 2-1 (Pisa in vantaggio con Muro e rimonta viola firmata Passarella, autore di una doppietta), ultima di un campionato triste e paradossale con il Pisa retrocesso in serie B dopo aver battuto l'Inter ed espugnato il San Paolo del Napoli di Maradona. Il centravanti olandese, uno degli stranieri più forti e amati della storia nerazzurra, alla fine di quella stagione fu ceduto al Torino (19 presenze e otto reti in granata a causa di un infortunio che lo tenne a lungo lontano dai campi di calcio) e da lì al Psv Eindhoven, club con il quale conquisterà anche una Coppa dei Campioni. Domenica 10 dicembre, in occasione della sfida casalinga con l'Arezzo, l'olandese sarà di nuovo all'Arena. Nei prossimi giorni, infatti, verrà a Pisa e dintorni per raccogliere materiale utile alla redazione della seconda parte della sua biografia e coglierà l'occasione anche per rivedere lo stadio in cui ha recitato da protagonista per tre stagioni: Anconetani lo prelevò dall'Ajax per un miliardo di lire (uno degli acquisti più costosi della sua gestione) nell'estate 1983. Rimarrà in nerazzurro, appunto, fino all'aprile 1986 componendo con Berggreen e Baldieri un tridente d'attacco amatissimo dalla tifoseria nerazzurra, segnando 25 gol in 91 partite, oltre alla rete del 2-0 nella finale della Mitropa Cup contro il Debrecen.


Kieft ha avuto una carriera straordinaria nella quale ha conquistato anche un campionato europeo con l'Olanda(43 presenze e 11 reti con gli “orange”), una scarpa d'oro (32 reti con l'Ajax nel 1982), sei campionati d'Olanda (tre con i lancieri e altrettanti con il Psv), e altrettante coppe nazionali. Ma anche tanti problemi una volta appese le scarpette al chiodo: il tunnel della dipendenza e della droga, da cui con fatica sta riuscendo a risollevarsi, raccontato senza reticenze nella sua prima biografica. Dove fra l'altro scrive: «Chi vuol leggere di strip bar, folli corse notturne in auto e sesso con modelle, ha sbagliato libro. Non c'è niente di selvaggio in un uomo solo in una camera d'albergo, con quattro bottiglie di vino e una montagna di coca». Kieft ha vinto, è caduto, si è fatto male. E ora ha cominciato a rialzarsi. Un motivo in più, per tanti tifosi nerazzurri, per tornare ad abbracciarlo domenica prossima all'Arena.