Pisa, giovedì 12 ottobre 2017- «Va già bene cosi, figurarsi cosa accadrà quando Negro ed Eusepi cominceranno a segnare». Non ha dubbi Vincenzo Minguzzi, direttore sportivo ed ex fra le altre di Pisa e Viterbese, cui abbiamo chiesto di mettere a confronto le prime quattro in classifica, partendo proprio dai nerazzurri: «Il punto di forza del Pisa sta proprio in quello che è un paradosso solo apparente: è ancora lontano dal top e si vede,. A centrocampo, ad esempio, manca ancora un po' d brillantezza, ma con De Vitis hanno trovato ordine e solidità. E poi si aggiunga Mannini: è vero che ha 34 anni, ma con la Lega Pro proprio non c'entra nulla. L'incognita? mi comincerei a preoccupare se l'astinenza dei due attaccanti dovesse prolungarsi: per vincere i campionati, infatti, servono almeno due bomber in grado di andare in doppia cifra. Il Pisa sulla carta lì ha e anche piuttosto forti. Poi, però, l'ultima parola spetta sempre al campo»

Siena. Per Minguzzi i bianconeri toscani sono la vera rivelazione di questo primo scorcio di campionato. «Non ho mai pensato che fossero scarsi, ma vederli davanti a tutti credo che stupisca diversi addetti ai lavori. In attacco hanno elementi importanti come Campagnacci, Neglia e soprattutto Marotta, un giocatore che c'entra davvero poco con questa categoria. E a centrocampo ci sono giovani come Bulevardi e Vassallo in grado di dare solidità ed equilibrio a tutto il complesso. L'interrogativo è soprattutto capire come reagiranno ai momenti difficoltà che, in un campionato possono sempre capitare: finora, infatti, gli è girato tutto per il verso giusto».

Livorno. «Qui la garanzia è il presidente Spinelli che ogni anno fa sempre pienamente la sua parte e che sono certo non si tirerà indietro se a gennaio gli amaranto avessero bisogno di qualche ritocco». L'ex diesse nerazzurro spende una parola in più per Maiorino «che qualche anno fa avevo provato anche a portare a Pisa: è un giocatore brivineo e molto tecnico. Poi si aggiungano elementi come Vantaggiato, Luci e Mazzoni, giocatori in questa categoria fanno la differenza. Il limite? Forse la rosa è un po' corta, ma a gennaio potrebbe rivelarsi anche un vantaggio visto che si potrà lavorare solo in entrata».

Viterbese. «Camilli è così: non accetta cali di tensione e i laziali nelle ultime giornate hanno lasciato qualche punto per strada. E' vero che esonerare l'allenatore con la squadra terza in classifica è una bella responsabilità, ma lui le sue se le è sempre prese: non ci dimentichiamo che stiamo parlando dell'allenatore che ha esonerato Allegri». Sorride Minguzzi pensando all'allontanamento di Bertotto dalla panchina della Viterbese, sostituito proprio ieri da Onofri. «La squadra, comunque, è molto ben assortita: ha giovani di grandi qualità e attaccanti molto forti, a cominciare da Jefferson. In mezzo gli manca un po' di struttura: gli farebbe comodo uno come Obodo che io mi sono portato sia a Pisa che a Grosseto».