Pisa, 17 gennaio 2017 - La stagione di prosa entra nel vivo e ci si avvia già verso il tutto esaurito anche per il quarto titolo: “Il Padre” di Florian Zeller, protagonisti Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere, regia di Piero Maccarinelli, in scena al Teatro Verdi questo fine settimana (sabato 20 gennaio ore 21, domenica 21 gennaio ore 17).

Una storia di grande intensità e poesia, questa del pluripremiato autore francese che, fra l’altro, ha saputo imprimere anche alcuni piccoli tocchi di alleggerimento a un tema certamente drammatico, di notevole attualità, molto umano e toccante.

Il padre di cui si parla, infatti, è Andrea, un uomo in là con gli anni ma ancora molto attivo se non fosse che inizia a mostrare i primi segni del morbo di Alzheimer.

Anna, sua figlia, a lui molto legata, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza, ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito, convinta che questa sia la soluzione migliore. Le cose, però, non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non vuole rinunciare alla propria indipendenza, anche se tutto a poco a poco va scomparendo – i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia – finché la sua progressiva perdita di autonomia farà sì che Anna dovrà prendere delle decisioni al suo posto e contro la sua volontà.

La forza di questa pièce – che, dopo il debutto a Parigi nel 2012 e ben due premi Molière, è stata tradotta e rappresentata in tutta Europa, a Broadway ed è stata anche adattata per il grande schermo da Philippe Le Guay col titolo Florida, protagonisti Jean Rochefort e Sandrine Kiberlain – consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone ed insieme di saper convergere la nostra attenzione sul disagio progressivo e inarrestabile dei suoi familiari. «Quando vidi Le père a Parigi – racconta in una intervista Piero Maccarinelli – rimasi sotto la neve ad aspettare che il grande Hirsch uscisse da teatro. La sua interpretazione, che coincideva con la centesima replica, era stata memorabile. E quella sera stessa avevo i diritti per l’edizione italiana. È un testo perfetto quello di Zeller. Lo spettatore non capisce subito le situazioni e così si ritrova a vivere lo stato confusionale di Andrea che confonde tempi, luoghi e persone. Per questo la scena, costituita da pannelli pareti, cambia in continuazione suscitando un certo spaesamento ».

Uno spettacolo davvero da non perdere, capace di suscitare empatia ed emozione, che approda a Pisa forte del successo di pubblico e di critica riscosso fin dall’inizio della tournée, grazie a un testo ineccepibile, a un’ottima regia e alla coinvolgente interpretazione dei due protagonisti, affiancati da David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris. Scene di Gianluca Amodio, costumi di Alessandro Lai, luci di Umile Vainieri, musiche di Antonio Di Pofi. Lo spettacolo, della durata di 1 ora e 40’ senza intervallo, è prodotto da Goldenart Production.

I biglietti rimasti sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi e nel circuito Vivaticket. Per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it