Pisa 10 gennaio 2016 - Che non sia  solo una questione di percezione, ma di realtà è evidente. Anzi. Lampante. Drammaticamente lampante. Bande di ladri che scorrazzano indisturbati per le strade della città. Rubano, come se fossero caramelle, carri attrezzi con cui vanno a sfondare e sradicare bancomat in centri commerciali o farmacie.  Banditi che, brandendo coltelli o impugnando pistole, si fanno consegnare contanti o gioielli nelle attività commerciali. Vandali che devastano indisturbati i tavolini di un bar in quello che dovrebbe essere il salotto cittadino. Altri ladri che sfondano, sempre nel cuore del centro storico, le vetrine e s’impossessano della cassa. E, poi, ancora ‘predatori’ di borse mentre gli automobilisti sono impegnati a stilare il cid dopo un incidente. Per non parlare delle abitazioni svaligiate. Almeno tre al giorno per restare alle ultime statistiche, ma decisamente di più se si leggono i mattinali delle forze dell’ordine. E questo per fermarsi solo all’ultima settimana.

Un bollettino di guerra. In tutto e per tutto. Di una battaglia, purtroppo, sempre più spesso combattuta ad armi impari. Poliziotti e carabinieri, infatti, non si risparmiano. E, spesso, riescono anche a far scattare le manette ai polsi dei responsabili. Salvo, poi, trovarseli di nuovo davanti, come se nulla fosse, poche ore dopo. Per non parlare delle aree a «gestione autonoma» come piazza delle Vettovaglie o piazza dei Cavalieri. Il blocco del turn-over e i tagli alla spesa pubblica hanno la loro incidenza è vero.  E, difficilmente sarà possibile, chiedere un allargamento delle maglie. L’Europa ha il fucile puntato su ogni singolo sforamento. Il sindaco, Marco Filippeschi , prima di Natale, ha incontrato il ministro dell’Interno Alfano che ha promesso «più attenzione». Per ora sono stati riassegnati ‘solo’ cinque militari della Folgore impegnati nell’operazione ‘Strade sicure’. Il resto è lasciato alle promesse della politica. Ma, ormai, non basta più. Serve qualcosa di concreto. Di reale per ritrovare la sicurezza perduta. Una scossa vera. A partire proprio dal Parlamento chiamato a fornire ai magistrati misure concrete per assicurare, davvero, alla giustizia chi commette i reati. Con urgenza. Non possiamo aspettare che la situazione sfugga di mano, che accada qualcosa di più grave per intervenire. Visto che le lettere e gli incontri con il titolare del Viminale non hanno ancora portato risultati concreti perché il sindaco e il consiglio comunale al completo (i distinguo qui oltre che pelosi risulterebbero penosi) non ricorrono ad un gesto clamoroso e di impatto mediatico? Qualche anno fa il primo cittadino di Firenze, Leonardo Domenici, s’incatenò a Roma davanti alla sede di un quotidiano romano. Perché non fare qualcosa di simile? Non ci sarebbe neanche bisogno di andare sino alla capitale. Basterebbe arrivare sotto la Torre. L’eco di una simile protesta sarebbe garantita. Nello stesso tempo i deputati pisani dovrebbero farsi promotori di un disegno di legge (urgente) da portare all’attenzione dei parlamento e del governo. La misura è veramente colma. E la gente ha sempre più paura.

Buona domenica.