Pisa, 25 gennaio 2016 - La ricerca italiana contribuisce a rendere ancora più efficaci le missioni internazionali di pace che vedono impegnato il personale dell’Unione Europea e degli stati che la compongono. E’ in programma giovedì 26 gennaio, durante la sessione del Comitato Sicurezza e Difesa del Parlamento Europeo a Bruxelles, la presentazione dei risultati di una ricerca commissionata dal Policy Department dello stesso Parlamento Europeo e condotta sotto la supervisione scientifica di Andrea de Guttry, docente di diritto internazionale e direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

L’indagine ha evidenziato aree problematiche, lezioni e prospettive su tre aspetti fondamentali che riguardano il personale impegnato delle missioni internazionali di pace dell’Unione Europea, esaminando aspetti come il reclutamento e la formazione del personale in missione, i seguiti dati a livello statale ai reati commessi dal personale impiegato in tali operazioni. I risultati sono presentati in occasione di un workshop, previsto durante la sessione del Comitato Sicurezza e Difesa, dedicato agli aspetti che riguardano il personale delle missioni (civili e militari) di gestione delle crisi dell’Unione Europea.

E’ prevista la partecipazione di Alberto di Martino, docente di diritto penale; Annalisa Creta, assegnista di ricerca in diritto internazionale; Mark Nemedi, allievo perfezionando, tutti e tre della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Petteri Taitto della Laurea University di Helsinki.

“Si tratta di un importante evento – spiega Andrea de Guttry, nell’annunciare la presentazione di questi risultati - ove la ricerca contribuisce alla raccolta e all’analisi di buone pratiche, al ‘policy development’ attraverso l’individuazione di una serie di criticità e la formulazione di proposte finalizzate allo sviluppo di un processo armonizzato, condiviso ed efficace di generazione delle forze. Non può che farci onore il fatto che, ancora una volta, il Parlamento Europeo si avvalga dell’expertise della Scuola Superiore Sant’Anna su questioni così delicate e ’sensitive’ che vertono sul personale che l’Unione Europea e i suoi stati membri dispiegano in teatri spesso ostili per riportare stabilità e pace”.