Pisa, 23 gennaio 2017 - 2017 -  Il rallentamento della domanda internazionale nel corso del trimestre estivo non ha mancato di farsi sentire non solo sull’export regionale (-0,5%, al netto dei metalli preziosi saremmo sotto il 2%), ma anche in provincia di Pisa dove si è arrivati ad un -2,2%. Tuttavia il 2016 non è ancora perduto: considerando, infatti, i primi nove mesi del 2016, il dato pisano e toscano restano ancora al di sopra della linea di galleggiamento: +0,5%. A Pisa, il brutto dato del terzo trimestre è influenzato dal conciario (-6,2%) mentre, tra i settori quantitativamente più rilevanti, sostengono l’export i motocicli (+0,6%) e la meccanica (+7,6%). Questa, in sintesi, l’analisi dei dati Istat sulle esportazioni della provincia di Pisa diffusi oggi dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa.

ESPORTAZIONI La flessione del cuoio (-6,2%) spiega quasi due terzi della contrazione dell’export pisano nel terzo trimestre 2016. La caduta del conciario, che segue ad alcuni trimestri di crescita modesta, è imputabile alle pesanti perdite subite dalle vendite dirette a Hong Kong, in Cina, Polonia e Taiwan, alle quali si contrappongono gli ottimi risultati conseguiti in Francia, India e Stati Uniti. Le esportazioni di cicli e motocicli, il secondo settore in termini di importanza a livello provinciale, confermano il dato leggermente positivo del trimestre precedente (+0,6%). La meccanica mantiene una buona capacità di penetrazione sui mercati: le vendite oltreconfine di macchine di impiego generale (motori, pompe, rubinetti, valvole, apparecchiature fluodinamiche, ecc.) sono aumentate del 7,5%, le altre macchine per impiego generale (forni, refrigeratori, macchine per sollevamento, ecc.) realizzano un incremento di 5 punti percentuali e le altre macchine per impieghi speciali (macchine specifiche per l’industria) del 21,5%. In positivo, tra i settori, troviamo non solo alcuni spezzoni della moda come le calzature (+4,0%) e l’abbigliamento (+6,0%), ma anche comparti che stanno crescendo come le bevande (+5,3%, soprattutto vino) e la farmaceutica (+10,1%). Da segnalare il ritorno in positivo delle vendite di mobili (+1,0%). Le difficoltà delle esportazioni pisane sono comuni a quasi tutte le aree geografiche di destinazione, con limitatissime ed isolate eccezioni. I primi sei partner commerciali di Pisa, in termini di valore, segnano contrazioni importanti: Germania (-8,0%), Francia (-7,1%), Stati Uniti (-9,9%), Spagna (- 12,7%), Cina (-5,4%) e Hong Kong (-17,0%). Crescono invece le vendite dirette in alcuni paesi europei, come il Regno Unito (+6,5%), Paesi Bassi (+8,9%) e Polonia (+10,3%), e verso importanti realtà asiatiche quali Corea del Sud, Giappone e Vietnam, tutte con incrementi di circa 9 punti percentuali. Molto bene anche le vendite dirette in India (+22,0% grazie al cuoio). Rilevante il +31,3% delle esportazioni dirette in Russia che, grazie alla meccanica, hanno recuperato una parte delle perdite subite a causa dell’embargo.

IMPORTAZIONI Passando all’analisi dell’import (-10,4% nel terzo trimestre del 2016), la caduta è frutto di un mix di fenomeni estemporanei (contabilizzazione di un’operazione straordinaria nel comparto ferroviario e della nautica) ma anche di contrazioni della domanda di beni strumentali e intermedi che testimoniano le difficoltà attraversate da alcuni segmenti dell’industria pisana, primo fra tutti il conciario (-6,4%).