Pisa, 7 ottobre 2017 - Gli orari. Su cui si sta lavorando, fondamentali. Per capire quanto tempo sia rimasto lì a terra e se e quante persone siano passate prima che fossero chiamati i soccorsi. Perché quella strada, lo sanno tutti, è trafficata, soprattutto alle 9 di mattina, quando Francesco Avino, 22 anni, un ragazzo dal cuore d’oro - studente, volontario, una vita per gli altri - stava percorrendo l’Aurelia, da casa sua in via Aldo Moro a Migliarino, fino a Ingegneria a Pisa, dove non è mai arrivato.

Il viaggio, a bordo del suo Liberty bianco, si è fermato sulla SS1 all’altezza del ponte sul Serchio che separa il Comune di San Giuliano da quello di Vecchiano. La telefonata al 118 è arrivata alle 9.09: la centrale operativa ha girato la chiamata alla Misericordia di Pisa alle 9.10. Il tempo di salire in ambulanza e via: volontari e medico si sono precipitati là.

E, pur avendo capito da subito che la situazione era gravissima, hanno tentato per 20 minuti di rianimarlo. Ma, come hanno notato in molti di passaggio, «c’era già qualcuno che lo stava aiutando, sembrava anche lui un volontario ma dell’Svs, l’associazione livornese», che però non ha assistito all’incidente. Soccorsi veloci, dunque (anche se erano troppe le lesioni – sarà l’autopsia fissata per oggi a dare qualche risposta in più sulle cause della morte – per sopravvivere), non appena è stato trovato. Ma il punto è proprio questo: possibile che nessuno abbia visto quando tutto è successo? Francesco, ragazzo scrupoloso e attento, la ricostruzione, aveva il casco quando è caduto.

Un impatto violentissimo, ma che cosa lo ha fatto cadere tanto da far ripiegare su se stesso il computer che aveva nello zaino? Un malore? Una distrazione? O qualcosa di esterno. Qualcuno alla guida di un altro mezzo, magari anche «grosso come un camion», suppone chi per mestiere fa proprio questo, i rilievi, che sorpassandolo gli ha fatto perdere l’equilibrio? E che poi se n’è andato capendo quello che era accaduto oppure non accorgendosene. Francesco è stato rinvenuto sul lato destro della via, venendo dal ponte, il suo motorino era più avanti di diversi metri. Sull’asfalto, una striscia bianca.