Pisa, 13 giugno 2017 - Un intervento chirurgico innovativo al fegato ha consentito di rimuovere completamente una metastasi asportando solamente 25 centimetri cubi di volume di fegato anziché 1.108. Con le vecchie metodologie sarebbe stato necessario asportare tre quarti del fegato. 

La procedura è stata eseguita a Pisa, nella Chirurgia generale diretta dal dottor Piero Buccianti, direttore del Dipartimento di Chirurgia generale dell’Aoup, e la sua eccezionalità risiede nel fatto che la lesione interessava due vene sovra-epatiche su tre ed avrebbe richiesto l’asportazione di tre quarti del fegato. Ebbene, le due vene sono state invece resecate e ricostruite, con perdite di sangue di soli 100 cc sangue e con una degenza in ospedale di soli 10 giorni di ricovero. L’intervento, durato 12 ore e 20 minuti, è stato eseguito dal dottor Lucio Urbani (nella foto) e rappresenta l’ulteriore evoluzione della nuova chirurgia epatica che consente di salvare il fegato e che sarà presto pubblicata sulla rivista scientifica Surgery.

Il dottor Lucio Urbani

Nell’articolo scientifico è descritta tutta la complessità di questa nuova chirurgia che consente però di incrementare la “chance terapeutica” dei pazienti affetti da tumore del fegato. Un passo avanti significativo, quindi, per tutta la rete oncologica regionale. L’operabilità è stata infatti incrementata del 22% rispetto alle tecniche tradizionali, con un tasso di incidenza di complicanze maggiori del 7% e con una mortalità a 90 giorni dall’intervento del 2%.

“Questa nuova opzione terapeutica, molto complessa, che sintetizza tecniche trapiantologiche di ricostruzione vascolare con la logica di conservazione d’organo – commenta l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi - è davvero molto importante. I miei complimenti quindi al dottor Lucio Urbani, che ha eseguito l'intervento, e a tutto il team della chirurgia generale diretta dal dottor Piero Buccianti. Questo intervento è un’ulteriore dimostrazione di quanto importanti siano la multidisciplinarietà e la stretta collaborazione tra professionalità diverse”. La nuova tecnica chirurgica è stata messa a punto infatti solo grazie al coinvolgimento multidisciplinare delle alte professionalità espresse dall’Aoup non solo in campo chirurgico ma anche anestesiologico, radiologico, epatologico e soprattutto oncologico.