Pisa, 11 ottobre 2017 - E’ SCOPPIATA improvvisa, ma non inattesa, la protesta dei migranti all’ex Cottolengo di via San Jacopo. Ieri mattina una cinquantina dei 178 ospiti del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa hanno sbarrato il cancello con i cassonetti, chiudendo fuori anche gli operatori. Rifiutano il pasto garantito dal catering e pretendono in cambio soldi contanti pern acquistare cibo etnico da cucinarsi per sé. «E’ una richiesta irricevibile - ha replicato il presidente della Cri, Antonio Cerrai - perché questa soluzione la si può adottare in strutture più piccole e con altri numeri ma soprattutto ipotizzo che si tratti di una richiesta strumentale suggerita da persone ‘esterne’ al centro che così fanno male anche agli stessi ospiti».

LA PROTESTA con i migranti «asserragliati» all’interno è proseguita per tutto il giorno e solo in serata è terminata quando i migranti hanno accettato di tornare sui propri passi acconsentendo che il centro potesse tornare, per quanto possibile alla vita normale. E’ stata la Croce Rossa a comunicare la pace (o la tregua) raggiunta: «La struttura è aperta - ha spiegato l’associazione in una nota diffusa intorno alle 19.30 - e gli ospiti e il personale della Croce Rossa si sono stretti la mano. La mediazione è stata condotta direttamente dal presidente Antonio Cerrai. Ha partecipato al confronto anche il vicesindaco di San Giuliano Terme, Franco Marchetti, il maresciallo dei carabinieri e il funzionario della questura. Le attività d’ufficio e di gestione della struttura sono riprese regolarmente e senza alcun problema o danno. E’ stata distribuita acqua e frutta e da domani (oggi, ndr) riprende la distribuzione dei pasti». Stamani alle 9 Marchetti sarà nuovamente sul posto mantenendo fede alla sua promessa di farsi garante dell’accordo: «Dare i soldi al posto dei pasti non è possibile - ha spiegato Marchetti - ma ho proposto loro di farmi garante delle loro richieste e di verificare settimanalmente di persona che siano rispettati gli impegni che presi anche dalla Croce Rossa. Ma soprattutto ho ribadito ai rappresentanti dei migranti di non farsi strumentalizzare e di non interrompere questo processo di accoglienza, perché loro sarebbero i primi a rimetterci». Parole analoghe erano state pronunciate anche da Cerrai nell’assemblea con i richiedenti asilo: «In altre strutture abbiamo sostituito il catering con una cucina più ‘personalizzata’, ma qui questa soluzione non è percorribile: ci sono 178 persone e non è possibile che ciascuno pretenda di cucinare per se stesso.

Da parte nostra siamo disponibili a collocare un container certificato con 3-4 linee di cottura e di andare a reperire il cibo nei negozi etnici del territorio». «È incredibile dover assistere a queste scene», dice una residente che abita a ridosso dell’ex Cottolengo. «Io comprendo le loro ragioni - aggiunge - ma anche loro dovrebbero capire che sono a casa d’altri e dovrebbero comportarsi con più rispetto e invece non è così: basti pensare al baccano che fanno la notte con la musica a tutto volume fino all’alba».