Pisa, 11 gennaio 2017 - Un'estate al cardiopalma. Incollati ai telefonini e agli smartphone, con le valigie pronte per le vacanze disfatte in fretta e furia. Perché la partita è troppo delicata. E chissenefrega del mare, degli ombrelloni e dei bagni non fatti. Il Pisa è passione, amore. Allo stato puro. E non può essere lasciato solo. Proprio ora che, finalmente, con Rino Gattuso in panchina, al termine di una cavalcata fantastica, i nerazzurri sono tornati, finalmente in serie B. E’ la pazza estate del popolo rossocrociato, che scende in piazza, con compostezza ma determinazione perché «Pisa non si piega».

Uno scatto dei supporters nerazzurri e la copertina dell’instant book

Pisa non si deruba e non si uccide. Né per ripicca, né per biechi interessi personali o rancori interpersonali. Lo choc si materializza il 31 luglio, verso l’ora di pranzo quando il mister Ringhio Gattuso annuncia che se ne va. Troppe le cose che non tornano dentro una società diventata da meno di un mese di totale proprietà della famiglia Petroni. Troppe le promesse ricevute e non mantenute. Pisa ha bisogno di una scossa. E il Condottiero, questa volta l’ha capito. Il suo passo indietro, non è un colpo di testa. E’ un atto di amore profondo verso un popolo che lo ha accolto, che lo ha fatto sentire a casa e di cui lui stesso e i suoi familiari, si sono innamorati.

E Ringhio ha ragione. La città è scossa nella pancia. La sera del 1 agosto sono oltre tremila i tifosi che si ritrovano fuori dall’Arena Garibaldi, vogliono capire, vogliono che il mister torni, che i Petroni lascino il Pisa e la città. E’ l’inizio di una lunga resistenza. Fatta di pomeriggi trascorsi stringendosi intorno alla squadra che si allena a San Piero a Grado, affidata dapprima al mister della Primavera Gianluca Colonnello e poi a se stessa. Perché Fabio Petroni è finito agli arresti domiciliari e i suoi fedelissimi sono ‘scappati’ dalla città, tranne qualche pretoriano.

Una lunga resistenza di sei mesi che sfocia nella liberazione alla vigilia di Natale, qaundo dopo l’ennesima estenuante giornata piena di colpi di scena, di finti svenimenti, Lorenzo Petroni firma l’atto di cessione della squadra alla famiglia Corrado. Il Pisa diventa Magico.

Una storia che adesso Tommaso Strambi, Gabriele Masiero e Andrea Valtriani con uno stile da romanzo, aneddoti inediti e retroscena vissuti in prima persona raccontano in «Pisa non si piega» un libro, edito dalla casa editrice Mds insieme a «La Nazione» con la prefazione firmata da Ringhio Gattuso, che nei prossimi giorni sarà dato in omaggio (grazie alla partecipazione di Devitalia, Casa di Cura San Rossore e Corpo Guardie di Città) a tutti i lettori del nostro quotidiano. Un istant book avvincente e appasionante scritto da tre giornalisti non sportivi, ma d’inchiesta e proprio per questo abituati a non fermarsi alle verità fatte circolare con le veline. Tutt’altro, tre giornalisti di razza abituati a scandagliare i bilanci delle società, a seguire i flussi di denaro, a fare domande scomode e non fermarsi sino a che non hanno risposte complete e dettagliate. Ma, soprattutto, vere. «Pisa non si piega» è un thriller mozzafiato in cui emergono i protagonisti e i corifei di chi ha provato a distruggere Pisa, ma anche la grande passione di un popolo, quello rossocrociato, che non si è fatto indimidire, che non si è lasciato ingannare e che, con determinazione, ha lottato con compostezza per la sua squadra. Per la sua città. Perché «Pisa non si piega» e merita rispetto.

r.p.