«CHI HA VISTO, racconti. Chi sa, parli». E’ questa la supplica che riecheggia nella chiesa di Migliarino, stracolma di persone, durante la cerimonia funebre per l’ultimo saluto a Francesco Avino. Ci sono tutti. Familiari, amici, conoscenti. Tutti insieme per stringersi intorno alla madre Barbara, al padre Alessandro e al fratello Nicola. Una comunità unita che, però, vuole risposte. «Francesco, 22 anni, è morto da solo, nessuno lo ha soccorso quella tragica mattina di giovedì 5 ottobre, quando è uscito di strada col motorino e non è più tornato a casa. Lui che era soccorritore e che ha salvato numerose vite come volontario, non è stato aiutato». Sono parole dure quelle di padre Pietro, durante i funerali sempre al fianco dei parroci Lido, Giovanni e George. In chiesa regna un silenzio gelido, duro, di lacrime e dolore.

LA commozione esplode all’arrivo del feretro, accompagnato dai ragazzi delle associazioni di volontariato. «In momenti come questi le parole servono a poco – continua Don Pietro – e non riescono nel loro intento. Soprattutto quando a colpirci è una morte tanto tragica e inspiegabile. Francesco era un ragazzo solare, pieno di vita, con una mano aperta al prossimo e lo sguardo rivolto al proprio futuro. Era sempre pronto a condividere i bisogni di chi incontrava. Per questo motivo è bene stringerci attorno alla sua famiglia in questo lutto così doloroso, magari in silenzio, in punta di piedi».

A PRENDERE la parola durante la cerimonia sono in molti. I primi a ricordarlo sono gli amici d’infanzia con i quali ha condiviso gran parte della sua vita: «Caro Francesco, non avremmo voluto scrivere per salutarti oggi. Per noi è incomprensibile che tu non ci sia più. Ricordiamo ancora quando ti presentasti al Carnevale di Viareggio vestito da ginecologo, oppure tutte le sere che andavi al bar Livorno a trovare la tua ‘mogliettina’, che neanche sapeva di esserlo. Sognavi di laurearti in architettura, di andare a vivere e a lavorare in Australia. E’ strano parlarne senza di te. Pensare alle tue tante, innumerevoli passioni. Dal cibo alla tecnologia. Avevi anche aperto un canale youtube e un sito internet. Eri bravo in tante cose, ma non certo a trovare parcheggi, come la volta che abbiamo parcheggiato a un’ora di cammino dal centro di Lucca, o ancora quando a Viareggio lasciasti la macchina al porto e al ritorno abbiamo dovuto fare tutto il giro perché il ponte era alzato. Ci siamo sempre divertiti tanto insieme». Quindi gli amici della Pubblica Assistenza di Migliarino e i compagni di università, che hanno ricordato altri momenti di gioia. Solo quelli, «perché i difetti di Francesco erano talmente pochi che adesso non li ricordiamo neanche. All’inizio sembravi una persona schiva, ma una volta aperto verso le persone diventavi un fratello. Eri sempre pronto a dare una mano a tutti per risolvere i loro problemi, senza chiedere mai niente in cambio».

ALLA CERIMONIA era presente anche il sindaco di Vecchiano, Massimiliano Angori: «La comunità migliarinese ha perso una grande persona che nella sua vita, troppo breve, è riuscito a cogliere il senso dell’esistenza umana dandoci un bellissimo esempio da seguire». Alla fine della cerimonia gli amici di Francesco hanno lasciato volare in cielo decine di palloncini bianchi, mentre un lungo applauso ha accompagnato il ragazzo nel suo ultimo viaggio.

Andrea Valtriani