Pisa, 25 dicembre 2017 - Natale è tradizione in famiglia, ma anche al ristorante. Soprattutto per una città a forte vocazione turistica come Pisa. Ma non c’è solo il centro storico e visto che le previsioni del tempo promettono una fetsività baciata dal sole, giocano un ruolo rilevante anche due poli altrettanto importanti del nostro territorio: il litorale e il parco di San Rossore.

E anche qui sulla tavola la farà da padrone la tradizione coniugata alla modernità delle tecniche di cottura e dell’offerta culinaria. All’Osteria del mare di Calambrone, lo chef Luca Cosimi (nella foto con i suoi collaboratori), propone un menù a base di pesce per l’occasione arricchito con «Guancia di manzo brasato su puré di patate al lime: una scelta che guarda soprattutto all’individuazione delle materie prime che anche per quanto riguarda il menù di pesce abbraccia la tradizione mediterranea.

La Guancia di manzo si può preparare anche a casa abbastanza facilmente, è chiaro che è un piatto che richiede tempistiche piuttosto lunghe, ma che si può fare con tecniche di cottura non necessariamente complesse».

E se il pranzo è vista mare o magari richiede qualche passeggiata dopo il pasto ecco che San Rossore e Calambrone, diventano due location ad hoc: «Il vostro litorale – dice Stefano Trevisan, milanese e direttore dell’Osteria del mare – è un valore aggiunto anche in inverno e ancora non del tutto sfruttato. Ieri al sole c’erano 16 gradi: a tre ore di macchina da Milano. Una fortuna che dovrebbe essere fatta conoscere in tutta Italia. Eliopoli e il nostro ristorante provano a muoversi anche in questa direzione e sono sicuro che le nostre scelte saranno apprezzate anche dal pubblico, ce lo dicono i nostri clienti che hanno già prenotato per Natale e San Silvestro».

A San Rossore «domina» invece Sandro Antonellida Poldino»), un’istituzione della ristorazione pisana, che coniuga la straordinaria location di Cascine Vecchie con la lunga storia della famiglia Antonelli: cenare qui in estate significa farlo assistendo spesso allo spettacolo di daini, cinghiali e volpi dagli avventori, d’inverno il locale offre sale al coperto e un menù inossidabile ma anche Antonelli non si sottrae alla sfida della modernità: «La clientela è sempre più attenta alle novità e anche all’aspetto estetico dei piatti che vengono serviti. Abbiamo clienti molto tradizionali ma anche persone che vengono da varie parti d’Italia attratti dalla posizione del ristorante e dalla giusta fama di San Rossore». Un fenomeno sempre più in crescita, e ancora di più dentro a un parco naturale, è la richiesta di piatta vegetariani. «Il fenomeno - conclude Antonelli - è in costante aumento crescita esponenziale e noi, seppure siamo in un’area nota per essere votata alla caccia, ci siamo impegnati a soddisfare anche questa richiesta».