Pisa, 24 dicembre 2017 - «Quella sera dovevo essere con lui. Se ci fossi stata forse le cose sarebbero andate in modo diverso». Irene Madonia è l’amica del cuore di Nicolai Vivacqua, il giovane travolto e ucciso da un treno in circostanze da chiarire.

"Siamo inseparabili", poi si corregge. "Anzi, lo eravamo". Parlare al passato non le riesce semplice, ancora no. «Vogliamo sapere che cosa è accaduto. Non ci diamo pace perché ci pare tutto insensato. Non è possibile morire così a quest’età e poi troppe cose non tornano. Mi pareva tranquillo, non credo avesse problemi particolari o rancori verso qualcuno. Avrebbe dovuto iniziare un periodo di prova in pizzeria ed era contento. Solo preoccupato di soffrire il freddo in motorino».

Lei ha parlato col 19enne la sera stessa della sua morte: gli ultimi messaggi se li sono scambiati alle 22, poi dall’una il silenzio. «Dopo aver chattato al telefono, gli ho mandato dei video divertenti su Facebook. Però non li ha visualizzati, non mi ha mai risposto», spiega Irene ancora sotto choc.

«Nicolai mi aveva chiesto di uscire dopo cena per fare qualcosa insieme – racconta la ragazza –, ma avevo già un accettato l’invito per un compleanno quindi ho rifiutato. So che ha fatto la stessa proposta anche ad altre persone della nostra comitiva. Purtroppo eravamo tutti occupati quindi alla fine deve essere uscito da solo con un amico, un ragazzo che noi altri conosciamo poco e che adesso non riusciamo a rintracciare. Abbiamo fatto mille tentativi per telefono e su Facebook per chiedergli qualcosa di più sulla tragedia: nessuno di noi è riuscito a parlarci perché il telefono risulta spento da giorni. Non sappiamo cosa pensare, siamo quasi sicuri che fossero insieme». Secondo Irene non c’erano programmi precisi per quel maledetto mercoledì notte.

«Non fissavamo mai in anticipo cosa fare perché ci piaceva decidere così, sul momento, in base all’umore –. E così avremmo fatto quella sera. Nicolai mi aveva domandato soltanto se fossi libera dopo cena per fare un giro con lui. Di solito passava a prendermi a casa: era molto affettuoso e protettivo nei miei confronti. Il punto di ritrovo con gli altri è da sempre il pub Le tre scimmie di Torre del Lago per cantare al karaoke, la sua grande passione. Probabilmente quella deve essere stata la sua prima meta anche di mercoledì, cosa possa essere successo dopo non riesco ad immaginarlo. È strano che Nicolai si sia trovato in via dell’Alberello alle 4 di notte perché dal centro di Riglione spesso ci passava, ma solo per rientrare a casa. Era un ragazzo vivace, ma non un criminale e nemmeno uno sbandato o uno stupido che vuol mettersi nei guai. Mi pare strano si sia esposto ad un pericolo così grande».

Paura che invece hanno manifestato altri conoscenti che con lui condividevano l’amore per il canto, ricordando alcuni filmati postati dallo stesso Nicolai su Facebook. Video in cui corre in macchina 200 km orari o guida la moto senza mani. Bravate, probabilmente tipiche di quell’età e di un ragazzo dolcissimo che sente forte il senso di libertà.