Pisa, 19 marzo 2017 - «E ORA che non ci sei, è il vuoto a ogni gradino». Dino è morto venerdì perché la sua vita, Nada, non c’era più. Nada è mancata poche settimane fa, perché la sua vita, Dino, era lontano da lei, per la prima volta dopo 60 anni. Si erano innamorati da bambini giocando assieme su un muretto per un lungo pomeriggio. Dalle campagne di Montecchio di Peccioli, Dino era poi arrivato a Pontedera sul carretto della mamma trainato da un cavallo.

RIMASE colpito da quella intraprendente bambina di città che aveva creato un negozio immaginario con i sassolini dipinti. Non la rivide più per molti anni finché – divenuto ventenne – in un giorno di licenza dall’Accademia della Guardia di Finanza, andò da uno zio a fare la vendemmia. Vide Nada fra i filari. Si riconobbero e, come nelle favole d’amore, vissero felici e contenti. Il matrimonio – era il 6 ottobre 1957 –, una bella casa a Cascina, dove lei faceva la sarta e lui lavorava in Finanza; e poi due figli, Alessandro e Laura, tre nipoti, tanti amici, molti affetti e una dolce vecchiaia nella quale camminare assieme, sempre tenendosi per mano.

L’ULTIMA gioia per Dino Salvadori arriva a settembre, quando ottiene il rinnovo della patente, nonostante i suoi 88 anni. La salute è salda, l’età un dettaglio; compra una nuova automobile per portare la sua Nada a passeggiare ancora sui prati nelle belle giornate di sole. D’improvviso, Nada si ammala e Dino capisce che non si alzerà più da quel letto. I figli, i nipoti, le badanti, nessuno riesce ad allontanarlo da lei, neppure di notte: «Potrebbe essere l’ultima e io voglio vedere ancora i suoi occhi». Dino si logora per Nada, non dorme per molti mesi, finché non arriva un brutto infarto. La corsa in ospedale, le cure: i medici dicono che ci vorrà del tempo, ma si rimetterà. Nada è a casa, non parla più, ma i suoi occhi e il suo cervello sono vivaci; cerca Dino, si accorge della sua assenza, aspetta i suoi baci, le carezze, i sussurri d’amore. Non resiste senza di lui e si spegne dopo sette giorni. Lui è ancora in ospedale, per respirare pensa a lei; vuole tornare a proteggerla e a non farle sentire la paura. Non sa che Nada se n’è andata.

SEI GIORNI fa, il figlio Alessandro rivela a Dino la verità: «Non ho mai visto mio padre disperato – racconta –. Mi ha detto: ‘Non voglio più esistere senza di lei’. Mi ha chiesto una foto di mia madre e dopo qualche giorno è morto stringendola tra le mani». Oggi, alle 14.30 nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova sarà celebrato il funerale di Dino Salvadori: «Saluteremo così una storia d’amore – dice Alessandro –. Credo che in questo momento in cui i valori della famiglia sono sgretolati, questa sia una storia che merita d’esser raccontata quale esempio per tutti noi».