Pisa, 9 ottobre 2017 - Il più straordinario contrappasso è stato quello di vedere una manifestazione che rappresentava l’essenza stessa della corsa dell’uomo, qual è la maratona, aprirsi con i piccoli passi compiuti da un 50enne (Stefano Paolicchi) mieloleso sostenuto da un esascheletro, l’apparecchio cibernetico in grado di potenziare le capacità fisiche della persona che ne viene rivestita andando a costituire una sorta di muscolatura artificiale.

E’ stata questa ennesima conquista della scienza, presentata in occasione dell’XI edizione della “Cetilar Half Marathon”, a richiamare l’attenzione anche delle tv nazionali presenti ieri alla partenza della gara da via Contessa Matilde. Al di là, dunque, del successo della manifestazione per il numero dei partecipanti (oltre 1500), per l’esito tecnico degli arrivi (con il dominio prevedibile degli atleti kenioti e ruandesi), dell’eccezionalità scenica del percorso (molto apprezzato il passaggio sulle mura), è stato questo aspetto scientifico che ha segnato la «Mezza maratona 2017».

Comprensibile la soddisfazione del dottor Stefano Mazzoleni, ricercatore dell’Istituto di biorobotica della Sant’Anna che ha seguito passo dopo passo il progetto dell’esascheletro realizzato, in collaborazione con l’Aoup per la parte medica, grazie a un finanziamento del Ministero della Salute. Ovviamente soddisfatti gli organizzatori della manifestazione, cioè i dirigenti e i volontari dell’Associazione «Per donare la Vita Onlus», il cui presidente, Giuseppe Bozzi, ci ha detto: «Lo straordinario evento scientifico al quale abbiamo assistito, il numero e la qualità dei concorrenti, la presenza di un testimonial del prestigio di Carlo Verdone rendono indimenticabile questa edizione».

Il testimonial. L’attore e regista, che aveva pernottato ai «Bagni di Pisa», è stato molto disponibile a lasciarsi «bombardare» dalle richieste di selfie, «Quella di oggi – ha detto – è una manifestazione che ha un significato ben più alto di quello sportivo. Contiene in sé, infatti, un messaggio di solidarietà e di speranza ed è questo che connota la manifestazione e le dà il maggior valore».

Dello stesso tenore le dichiarazioni del professor Ugo Boggi, direttore dell’U.O. di Chirurgia generale e dei trapianti, da sempre sponsor morale delle iniziative dell’associazione «Per donare la vita Onlus».

Consueto trionfo degli atleti africani, tutti peraltro inseriti in società sportive che operano in Italia. Ha vinto Paul Tjongik (Kenia) precedendo Baptiste Simokek (Ruanda) e Frederic Habakurama (Ruanda) mentre al 4° posto si è classificato il primo italiano (Nicholas De Niccolò) e al 5° il primo pisano, Francesco Perri, Fra le donne, successo della ruandese Celine Ininzi mentre la pisana Denise Cavallari si è classificata al secondo posto. Unico neo della manifestazione, lamentato dai concorrenti dei percorsi non competitivi (3,8,e 15 chilometri) i quali hanno dichiarato di aver trovato le mura chiuse da un cancello. Denuncia confermata dal Comune che, in una nota giunta in serata, si scusa per questo «disguido organizzativo».