Pisa, 3 febbraio 2018 - Ancora un furto con spaccata a un’attività commerciale. Questa volta nel mirino dei ladri è finito il bar pasticceria “Dolce Idea” di Orzignano, frazione di San Giuliano Terme. Un ladro solitario è penetrato nel locale nella notte tra mercoledì e giovedì, rompendo una parte della porta a vetri della cucina, che dà sul retro dell’attività, tagliandosi con i vetri durante la fuga.

«Abbiamo rilevato l’attività all’inizio di luglio – racconta Michele Chelossi, titolare della pasticceria – e per noi è la prima volta che accade un fatto simile. A entrare è stato un ladro solitario, intorno alle tre del mattino. Lo sappiamo per certo perché le telecamere interne hanno ripreso tutta la scena». Il ladro, raggiunta la cassa del bar, l’ha letteralmente strappata dalla sua sede per poi darsi alla fuga. «L’allarme è scattato subito e in pochi minuti sono accorsi i carabinieri di San Giuliano, ma dell’uomo nessuna traccia. O meglio, solo del sangue». Sì, perché il ladro, fuggendo attraverso la vetrata rotta, si è tagliato.

«Abbiamo ritrovato la cassa nel campo retrostante l’attività – conclude Chelossi – e per fortuna non teniamo mai molto come fondo cassa. Il ladro ha portato via circa 100 euro. Il danno maggiore è stato quello della vetrata della porta». 

«Speriamo che i responsabili siano catturati e paghino il conto alla giustizia italiana – questo il commento del direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli – ma visto l’andazzo degli ultimi tempi, in tutta sincerità nutro più di un dubbio. La domanda che ci poniamo è: come e perché chi delinque può permettersi questo stato di impunità, chi o che cosa permette loro di reiterare all’infinito reati su reati, senza che nessuno sia mai responsabile e paghi il dovuto? C’è bisogno che chi di dovere ci spieghi come stanno davvero le cose. Gli imprenditori hanno diritto di sapere. Questo è soltanto uno degli ultimi episodi di un vero e proprio bollettino di guerra, a base di furti, spaccate, vandalismi che avvelenano il lavoro e la vita di imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti. Abbiamo denunciato in tutti modi, con dossier, testimonianze, lettere ufficiali, il progressivo peggioramento della situazione – conclude Pieragnoli – ricevendo in cambio, e qui penso a Pisa in particolare, l’accusa di dipingere una città che non esisteva. Quando molti anni fa organizzammo il funerale del commercio mai avremmo pensato di aver ragione fino a questo punto».