Pisa, 15 luglio 2017 - Una «candidatura civica» ma soprattutto uno «schema diverso per costruire un programma che consenta a Pisa di restare una città governata dalle forze progressiste, perché i vecchi riti della politica la consegnerebbero nelle mani delle destre o del Movimento 5 Stelle».

Non ci gira intorno Paolo Fontanelli, leader pisano di Mdp-Articolo Uno presentando l’iniziativa di lunedì sera alle 21.15 nella sala Alex Langer di via San Martino: «Un’assemblea aperta a tutti – dice – e alla quale auspichiamo che partecipino più persone possibili per parlare di Pisa». Non c’è un tema prestabilito, c’è la volontà di iniziare a delineare il percorso che porta alle elezioni amministrative della prossima primavera: «Diremo le nostre idee – precisa il deputato – e ascolteremo gli umori, le percezioni delle persone: perché non vogliamo discutere solo con le segreterie dei partiti, ma anzi vogliamo aprire un dibattito che sia il più partecipato possibile».

Con lui ci saranno i consiglieri comunali, Veronica Fichi (capogruppo) e Juri Dell’Omodarme, e altri big locali del neonato partito come Walter Lorenzi e Francesco Giorgelli. «Dobbiamo tornare a occuparci delle periferie – dice quest’ultimo – e superare il concetto di un centro storico bomboniera che cattura tutte le attenzioni di chi governa. Lavorare con l’associazionismo e proporre nuove sfide culturali perché Pisa non è solo piazza dei Miracoli».

Sullo sfondo però, al di là della battuta un po’ temeraria del «centro storico bomboniera» resta la questione della sicurezza e del degrado: «Non riesco a immaginarmi – sottolinea però Fichi – una città blindata dall’esercito e per questo non sono tra coloro che strillano alla richiesta di qualche militare in più. Preferisco una sicurezza intesa più in senso lato e che presupponga anche un’adeguata pedonalizzazione delle strade, una rivitalizzazione dei quartieri, una mobilità ciclabile resa finalmente più sicura».

A Fontanelli spetta il ruolo della pianificazione politica, ben al di là delle soluzioni programmatiche «che è ancora prematuro proporre». «Ciò che conta ora – scandisce il parlamentare – è aprirsi alla città e non chiudersi nelle stanze dei partiti, lavorare su un concetto di civismo reale per offrire una discontinuità rispetto al passato e dare nuova linfa al centrosinistra che, altrimenti, come ha dimostrato anche la recente tornata amministrativa, rischia di segnare il passo: non è un giudizio negativo sull’amministrazione uscente, che credo abbia meritato almeno la sufficienza, ma è una proposta che cerca di essere la più inclusiva possibile dentro l’alveo del centrosinistra e di chi davvero condivide un sistema di valori di centrosinistra. Non rincorerremo né i populismi, né le destre. Ma vogliamo ascoltare la gente e parlare alla testa degli elettori, non alla pancia». Il Pd è avvertito, per costruire l’allenza non sarà uno solo a dare le carte. Oggi i dem annunceranno in via Fratti la loro idea di percorso partecipativo. Le schermaglie sono appena iniziate.