Pisa 9 marzo 2016 - Di certo c’è solo che è morto. Il resto è tutto avvolto nel mistero. Il mistero di un ragazzo di 19 anni, Florian Gregor Schmidt, trovato senza vita sull’erba di Piazza dei Miracoli sotto una pioggia cadente. Ad accorgersi di quel fagotto disteso sull’erba, con la testa appoggiata sullo zaino, è stata una donna che, poco dopo le 6.30 di ieri mattina, stava portando a spasso i cani tra il Battistero e le mura del cimitero ebraico. «Sembrava dormisse», ha raccontato la donna ai militari della Folgore in servizio anti-terrorismo sulla piazza.

«Sono stati i cani ad insospettirmi – ha aggiunto la signora – quando si sono avvicinati, lui è rimasto immobile. Troppo immobile perché dormisse e poi la pioggia aveva cominciato a cadere copiosa». Così la testimone ha estratto il telefonino dalla tasca è ha dato l’allarme al 118. In pochi minuti è arrivata un’ambulanza della Misericordia con il medico a bordo, ma non ha potuto far altro che constatare il decesso. Sono stati poi i paracadutisti a identificare quel giovane. Nello zaino, infatti, ripiegato tra i libri di scuola hanno trovato il libretto delle giustificazioni dell’Istituto d’arte «Russoli» con il nome: Florian Gregor Schmidt. 

Perché fosse lì e che cosa sia stato ad ucciderlo resta, appunto, un mistero. Sul quale, da ieri mattina, stanno lavorando i carabinieri del reparto operativo, coordinati dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni. Lunedì pomeriggio, Florian, aveva chiamato la mamma di un amico, Lorenzo, dicendo di avvertire il figlio che lo avrebbe aspettato alle 16 intorno al Duomo. Ma Lorenzo, in Piazza dei Miracoli, non c’è mai andato. «E’ stato tutto il pomeriggio in casa», ha raccontato il padre mentre il figlio veniva sentito dai carabinieri. E, allora, che cosa ha fatto Florian? Chi ha visto? E perché non è rientrato a Montescudaio dove vive con la mamma e il suo nuovo compagno e il fratello più grande, iscritto all’università di Pisa? Perché non ha dormito a casa dell’amico come aveva riferito alla mamma? Qualche tempo fa Florian era stato fermato vicino alla stazione dai carabinieri che gli avevano trovato addosso pochi grammi di hashish.

«Sì, qualche canna – raccontano, tra le lacrime i compagni di scuola – se la fumava. Ma non era un tossico. Scrivetelo a caratteri cubitali». E la stessa cosa la confermano anche gli insegnanti. «Florian era entusiasta della scuola e, sognava di fare l’architetto. Per questo studiava con passione». Ma da qualche tempo era più cupo. Una ventina di giorni fa si era presentato in classe emaciato, con il volto tumefatto e un po’ zoppicante. Ai professori aveva raccontato di avere avuto una colluttazione. Che sia da ricercare lì la chiave di quanto accaduto?

Parte delle risposte arriveranno dai risultati dell’autopsia che il pm chiederà già nelle prossime ore. I compagni di scuola non riescono a trattenere le lacrime. Sui social network affidano i loro saluti a Flo. Un giovane tormentato e allo stesso tempo entusiasta della vita trovato esanime poco dopo l’alba ai piedi del Battistero. Solo. Con i suoi libri nello zaino. Quando l’hanno trovato era ancora caldo, segno che la sua morte non risaliva a molte ore prima. Nessun segno evidente all’esterno. Nessuna ecchimosi particolare, né tanto meno resti di qualche sostanza stupefacente. Solo e con gli occhi chiusi, per sempre