Pisa, 13 gennaio 2018 - Indagano polizia e carabinieri sul tentativo di corruzione a un funzionario pubblico della Ragioneria dello Stato sede di Pisa – consistente nell’offerta di 100 euro in contatti messi sulla scrivania dell’impiegato con la richiesta di velocizzare una pratica –, della quale abbiamo dato notizia ieri.

UN episodio limite e gravissimo, prontamente denunciato dal funzionario – che è stato anche aggredito e che adesso è casa con alcuni giorni di prognosi –, ma non sarebbe l’unico, perché nella sede di piazza Carrara si sono viste anche altre situazioni estreme. La dirigente della Ragioneria, contattata ieri da La Nazione, non ha voluto commentare il grave episodio di cui è stato vittima il suo collega, né le pesanti carenze dell’ufficio, ma già la prossima settimana, dopo i fatti denunciati sulla stampa, potrebbero arrivare gli ispettori inviati dalla sede di Roma. Sembra inoltre che si voglia correre ai ripari sul fronte della sicurezza dei lavoratori e si stia valutando l’opportunità di montare delle telecamere di videosorveglianza nello sportello al pubblico, al piano terra.

Le minacce ai dipendenti sarebbero difatti una specie di costante nella sede pisana della Ragioneria di Stato, in piazza Carrara, e diverse sarebbero le segnalazioni inviate da alcuni dipendenti per mettere al corrente la dirigenza della profonda tensione in cui lavorano. Dall’estate scorsa la situazione si sarebbe aggravata e moltiplicati ritardi e lamentele degli utenti dopo che due dipendenti di quell’Ufficio sono stati trasferiti altrove senza però essere sostituiti. E, sebbene il personale della sede sia composto da 14 dipendenti, a una sola persona, coadiuvata da due part time, continua a essere affidata la gestione delle buste paga (e non solo) di 12 mila dipendenti pubblici della provincia di Pisa.

I ritardi in queste pratiche, quando va bene, risalgono al 2015, eppure la sede pisana della Ragioneria di Stato riesce ogni anno a centrare gli obiettivi e a ottenere premi di produzione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Premi che sono dell’ordine di centinaia di euro per i dipendenti e ben più lauti per le figure apicali. Se il Ministero promuove gli uffici, non così gli utenti che ai ripetuti solleciti ottengono soltanto, come ci raccontavano ieri, un laconico «la pratica è in lavorazione». Risposte che, in assenza di fatti, dilatano la collera e sfociano spesso in litigi, minacce, porte sbattute e, nel caso denunciato ieri, in una aggressione e in un tentativo di corruzione.

Pochi mesi fa, raccontano alcuni testimoni, un uomo al culmine della rabbia avrebbe occupato l’ufficio della dirigente, al secondo piano del palazzo, pretendendo lo sblocco immediato di una pratica ferma da tempo. Aveva giurato di non andar via finché non avesse ottenuto quanto richiesto. Dopo alcune ore sarebbe stato portato via di peso dalle forze dell’ordine, chiamate del personale. Ma nessuno avrebbe avuto il coraggio di denunciare l’episodio.