Pisa, 19 giugno 2017 - E' di origine dolosa l'incendio delle due auto parcheggiate nell'area della caserma degli agenti della polizia penitenziaria accanto al carcere pisano "Don Bosco. Secondo quanto è emerso dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza, tre persone incappucciate hanno lanciato bottiglie molotov la scorsa notte contro le due auto che si sono incendiate.

Sull'episodio indagano i carabinieri. Secondo quanto si è appreso, si vedono tre persone incappucciate che si avvicinano al perimetro esterno della caserma nell'area adibita alla sosta e che lanciano le bottiglie incendiarie prima di fuggire. Al momento l'atto è senza rivendicazione. «Un gesto gravissimo ed assurdo, un atto ostile ed estremo contro la nostra Istituzione, il corpo di polizia penitenziaria, che svolge un duro e difficile lavoro nella prima linea delle sezioni detentive. Gli investigatori sono al lavoro e speriamo che il loro lavoro dia presto i frutti utili per identificarli», dice in una nota Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana del Sappe. Salemme ricorda che proprio nei giorni scorsi il Sappe aveva denunciato la precarietà del carcere di Pisa: «Un carcere fatiscente non solo dal punto di vista strutturale e con evidenti difficoltà operative per gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, che lavorano con un pesante sotto organico. Eppure, nonostante tutto questo, l'Amministrazione Penitenziaria regionale della Toscana non fa nulla per sanare e porre rimedio a queste gravi criticità».

Sull'accaduto interviene Alessio Vetri, segretario provinciale dell'Osapp, sindacato autonomo della polizia penitenziaria: "Da anni questa organizzazione sindacale chiede sicurezza, impianti di video sorveglianza, scrivendo missive sia alle forze politiche che ai vertici dell'amministrazione penitenziaria, abbiamo scritto anche al Prefetto, chiedendo di intercedere con il Governo per un aumento di personale e magari autorizzando l'ausilio dei militari dell'Operazione "Strade sicure", vista l'allerta terrorismo degli ultimi tempi e il concreto rischio per le forze dell'ordine".