Pisa, 8 settembre 2017 - "Cinquantasei alloggi di resulta già recuperati, 44 assegnati e 12 in assegnazione". Sono i dati presentati a dicembre 2016 dall’assessore alle politiche abitative del Comune di Pisa Ylenia Zambito, il presidente di Apes Lorenzo Bani e il direttore Giorgio Federici con cui il Comune di Pisa ribatte a Virgilio Barachini (Unione inquilini): era stato lui a lanciare l’allarme. Ci sono 52 famiglie a Pisa, 26 in particolare, in attesa di uno sfratto. «Hanno diritto alla casa poplare, ma mancano gli alloggi», l’accusa e l’invito «a utilizzare nel frattempo appartamenti ora vuoti in attesa della demolizione».

Nel dettaglio. «9 alloggi sono stati assegnati con l’innovativa modalità dell’autorecupero, cioè sono gli assegnatari che fanno i lavori, il valore dei quali viene scomputato dall’affitto fino a 5mila euro, un’opportunità interessante anche perché molti lavori, come l’imbiancatura, possono essere fatti in proprio e su altri lavori rimane la possibilità di fruire delle detrazioni fiscali». Anche se Barachini afferma che molte famiglie non hanno il denaro necessario. Restano 76 alloggi, alcuni sono stati già consegnati dopo i lavori. «7 saranno assegnati in autorecupero, gli altri 23 ristrutturati grazie al recente finanziamento di 100mila euro concesso dal Comune di Pisa», dopo la «variazione di bilancio, che per la legge regionale attiva altri 200mila euro di finanziamento». Investimento. «Per tutti gli alloggi di resulta – riassume Zambito – insomma, abbiamo trovato i finanziamenti e abbiamo avviato l’iter per ristrutturarli e riconsegnarli, si parla di 1,4 milioni di euro sulle case popolari». 20, poi, gli alloggi di nuova costruzione al Calambrone. Di pochi giorni fa (fine agosto), inoltre, l’arrivo di 700mila euro dallo Stato per il recupero delle case di resulta a cui vanno aggiunti 100mila stanziati, appunto, dal Comune: alcuni alloggi da recuperare saranno proprio a Sant’Ermete di cui parlava anche Barachini.