Pisa, 2 dicembre 2017 - I testimoni. Potrebbero arrivare da loro gli ultimi tasselli per risolvere non solo un caso, ma per dare risposte alla famiglia di Francesco Avino - morto a 22 anni sull’Aurelia al confine tra Vecchiano e San Giuliano - che da quasi due mesi convive con dolore e tante domande. Ed è per questo che gli inquirenti (le indagini per la Procura sono coordinate dalla dottoressa Miriam Pamela Romano) stanno riascoltando tutte le persone che sono arrivate sul posto subito dopo l’incidente. Per capire se qualcuno possa aver tralasciato particolari importanti nella precedente audizione. Perché il volontario della Pubblica assistenza di Migliarino, lo hanno confermato le perizie sul casco e sul mezzo, ma anche l’autopsia, non ha fatto tutto da solo. Il colpo mortale è arrivato mentre era in sella al suo scooter e non dopo con l’impatto sull’asfalto. Per questo si cercano due veicoli coinvolti in qualche modo, presenti comunque in quel momento. Di sicuro, poco dopo è arrivato un soccorritore di un’altra associazione. È stato lui a chiamare il 118 alle 9.08 con il telefono di un altro passante. La centrale operativa ha girato la chiamata alla Misericordia di Pisa alle 9.10. Il tempo di salire in ambulanza e via. Per lui, però, nonostante il personale sanitario ci abbia provato con determinazione (20 minuti di manovre per la rianimazione), non c’era nulla da fare. Ma sembra che ci fossero anche altri presenti. E prima? Che cosa è successo? Chi ha visto?

Il giovane studente è stato come sbalzato dal suo motorino, un Liberty bianco. Una botta violenta, mentre stava viaggiando e poi il vuoto.

Andava all’università, Francesco, al dipartimento di Ingegneria a Pisa, dove non è mai arrivato. Il suo percorso è durato soltanto pochi minuti. Da casa, in via Moro, fino al ponte sul Serchio. Passando per quel semaforo trovato rosso. E dalle telecamere che ci sono proprio ai segnali luminosi per la gestione del traffico potrebbero arrivare altri inidizi. In quella manciata di minuti non sono poi molti i mezzi passati nel tratto di strada, trafficato a quell’ora. Il campo si sta dunque restringendo. Dopo l’appello della stessa famiglia (che si è affidata all’avvocato Luca Vannelli), dei sindaci Sergio Di Maio e Massimiliano Angori e del presidente della Pa di Pisa, Daniele Vannozzi, che invitavano chi aveva visto a parlare, adesso tutti si augurano che si facciano avanti i guidatori dei veicoli scomparsi mentre Fracesco stava morendo.