Pisa, 4 gennaio 2018 - A TERRA è rimasta soltanto una ciocca di capelli. Il sangue è stato lavato via dai netturbini con l’idropulitrice di buonora, anche se qua e là restano ancora i segni del triviale assalto lungo viale Gramsci dove un uomo, molto probabilmente rom, ha ferito alla testa la propria compagna sotto lo sguardo atterrito dei passanti. Ma l’accoltellamento di martedì sera è soltanto la punta dell’iceberg. Un picco di violenza che fa sgranare gli occhi dinanzi ad una situazione – quella del quartiere stazione – dinamitarda.

CHI HA assistito alla scena riconosce nell’aggressore e nella vittima personaggi noti che bazzicano in zona nottetempo. La donna è stata dimessa ieri con una prognosi di 21 giorni: un dato che ha fatto attivare il codice rosa e la denuncia d’ufficio per lesioni. Ma chi ha visto racconta anche dello sgomento che ha generato quell’ondata di violenza sui presenti. «Ha tirato fuori il coltello tra le gente, poi si è lanciato su di lei – ricorda un testimone –. A mezzo metro di distanza c’era una giovane mamma a passeggio col bambino che si è spaventato a morte.

Poco più in là una turista è svenuta vedendo il sangue sgorgare dalla ferita. Niente di strano: è così, noi residenti siamo in ostaggio, non possiamo ribellarci ad una realtà che ci sta rovinando». Una realtà evidente già alle 10 del mattino. Sotto la Galleria A gruppi di magrebini con la birra in mano e le tasche piene di «roba» che vendono, nemmeno senza troppi sotterfugi, ai soliti clienti e che provano a piazzare anche tra i giovani che si trovano a passare da lì. All’angolo della farmacia invece un paio di tossici, evidentemente alterati, che vagano tra comitive di giapponesi più spaesati di loro. «Siamo in un sistema ‘perfetto’ – spiega un commerciante storico che sceglie l’anonimato per paura di ritorsioni, tra l’altro già subite –. Vanno in farmacia a comprare le siringhe, poi acquistano la droga sotto i portici da tunisi e albanesi, grazie ai proventi di furti».

UNA FILIERA del crimine che disgusta anche gli immigrati: quelli a Pisa per lavorare. «I clienti non entrano a comprare quando vedono questa brutta gente davanti al mio negozio», dice Hossain. Come lui anche gli altri colleghi pakistani Sheri Yar e Umar sono in difficoltà: «Abbiamo girato il mondo – commentano –, mai vista una cosa simile. Questi vengono nei market per rubare e fare confusione».