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Roberta, al setaccio i movimenti bancari

Il mistero di Gello

Secondo i carabinieri la donna potrebbe aver preparato la fuga da tempo

Roberta Ragusa, il caso a Chi l'ha visto
Roberta Ragusa, il caso a Chi l'ha visto

Pisa, 21 febbraio 2012  - ALLONTANAMENTO volontario: è questa la tesi ancora oggi sostenuta dai carabinieri, a quasi 40 giorni dalla misteriosa scomparsa della bella imprenditrice quarantaquattrenne Roberta Ragusa, che sembra essersi dissolta nel nulla dalla notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi, dopo che suo marito Antonio Logli, intorno alla mezzanotte era andato a letto, lasciando la moglie in cucina a sbrigare alcune faccende mentre stava guardando la tv.

 

A supportare questa tesi ci sono i due avvistamenti che i carabinieri ritengono attendibili e che testimonierebbero che almeno da quella casa Roberta è uscita con le sue gambe. Quello della contitolare della paninoteca «Dolce & Salato» in via Contessa Matilde, dove la donna si sarebbe fermata intorno alle 2 della notte della scomparsa, prima chiedendo di andare in bagno (probabilmente per cambiarsi i vestiti) e poi — non avendo avuto il permesso di utilizzarlo — acquistando una bottiglietta d’acqua. Il secondo — che a giudizio dei carabinieri è ancora più attendibile — è quello raccontato da una amica di vecchia data di Roberta, un’ex compagna di scuola che l’avrebbe incontrata al supermercato Conad-Leclerc la mattina di santo 14 gennaio. Da quel momento Roberta pare davvero svanire nel nulla.


LA DONNA potrebbe essersi nascosta da qualche parte, protetta da qualcuno (parenti o amici) molto probabilmente lontano da Pisa dove potrebbe essere più facilmente riconosciuta. Secondo gli investigatori Roberta potrebbe aver progettato da tempo la fuga, finanziandola mettendo da parte dei soldi giorno dopo giorno — come una formichina — ai quali poi si sono aggiunti (poco prima della sua scomparsa) 500 euro che le erano stati regalati dalla zia. A questo proposito i militari del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri stano passando al setaccio i movimenti bancari della donna negli ultimi mesi, anche se — è bene ricordarlo, essendo lei contitolare di un’avviata autoscuola — Roberta maneggiava quotidianamente una discreta quantità di denaro contante. Sul fatto, poi, che nel fascicolo aperto in Procura si ipotizzi il reato di omicidio volontario, fanno sapere gli investigatori, è solo per una questione tecnico-giuridica, in modo da poter così usufruire di tutti quegli strumenti d’indagine (tecnologici e non) utilizzabili solo per i reati più gravi. Anche se allo stato attuale non se ne configurano di alcun tipo.
 

                                                                                                                                                                    FEDERICO CORTESI

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