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Permessi Ikea, Barroso: "Nessuna rettifica"

Ancora gelo tra Commissione europea e Toscana

Il presidente UE: "Le informazioni sulla lunga attesa di Ikea avute direttamente dall'azienda". A Bruxelles attesa la lettera del governatore toscano

ll progetto dell'Ikea che dovrebbe sorgere a Pisa
ll progetto dell'Ikea che dovrebbe sorgere a Pisa

+Pisa, 1 febbraio 2012  - E' ancora gelo fra la Commissione europea e la Toscana sul caso dei permessi per la costruzione di un magazzino Ikea a Pisa. La UE non fa marcia indietro no e ammette che lo stesso gigante dei mobili low cost aveva dato al presidente Josè Manuel Barroso le informazioni utilizzate al Consiglio europeo di lunedì per raccontare la lunga attesa del gruppo svedese per le autorizzazioni.

 

Quindi, nessuna rettifica, come ha chiesto ieri il presidente della Toscana Enrico Rossi, sui tempi di attesa per avere un permesso in Toscana per aprire un nuovo punto vendita. Rossi, infatti, aveva spiegato che in Toscana bisogna aspettare otto mesi - come in Cina, secondo l'esempio citato da Barroso - e non sei anni, come sostiene la Ikea e come Barroso ha raccontato ai 27 capi di Stato e di governo.

 

Il problema, aveva sottolineato Rossi, è la richiesta di Ikea a Vecchiano (Pi) per la realizzazione di un nuovo insediamento non si potevano esaudire a causa di numerosi vincoli.  ''A Vecchiano la Ikea voleva realizzare un negozio con annessi un grande centro commerciale e un complesso residenziale, di dimensioni complessive di 40 mila metri quadri, ma in una zona agricola, in una zona a rischio idraulico, in una zona soggetta ad esondazioni e contigua al Parco di Migliarino San Rossore - aveva spiegato il presidente -. Questo è il punto''. Ed è per questo che sono passati sei anni e che poi la Ikea ha rinunciato a Vecchiano scegliendo invece un sito alle porte di Pisa con un progetto notevolmente ridimensionato.


La lettera a Barroso annunciata ieri da Rossi è attesa a Bruxelles tra oggi e domani. Sarà lo stesso Rossi, quindi, a spiegare al presidente della Commissione come sono andate le cose con la Ikea nel pisano, ma molti osservatori a Bruxelles fanno notare che - prima di citare come esempio negativo una singola Regione davanti al Consiglio europeo - Barroso avrebbe dovuto controllare le informazioni che gli erano state fornite dalla stessa Ikea.

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