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Il vento dell'Est sulla Pisamarathon

L'edizione dei record con 3500 podisti al via

Soffia il vento dell’est sulla tredicesima edizione della Pisamarathon

Pisa. La partenza della Pisamarathon
Pisa. La partenza della Pisamarathon

Pisa, 19 dicembre 2011 - SOFFIA il vento dell’est sulla tredicesima edizione della Pisamarathon. Oleg Guz, bielorusso, che ha corso i 42,195 chilometri del percorso in 2 ore 20’14’’ ha dominato la scena e ha imposto la propria superiorità giungendo primo sul traguardo di piazza dei Miracoli.

 

Al secondo posto il marocchino Jiali Jamali con un ritardo di 28 secondi, terzo il campione italiano di corsa in montagna Gabriele Abate dell’Orecchiella Garfagnana. Il primo dei pisani è stato Alessandro Calzolari, ottavo in 2 ore 30’58’’. In campo femminile la vittoria è andata alla russa Marija Maleysheva (2 ore 50’38’’) davanti all’ungherese Katalin Fargas e alla svizzera Katrin Saly. Prima delle pisane, la portacolori de Le Sbarre, Daniela Di Cesare (3 ore 28’15’’).

 


NELLA mezza maratona successo per Ivan Petrokenkov che ha percorso i 21,097 chilometri in 1 ora 08’02’’, miglior tempo di sempre sulla distanza, mentre in campo femminile a giungere per prima sul traguardo è stata Silvia Del Fava (1 ora 15’33’’) allenata da Ida Nicolini. Anche lei ha stabilito il record femminile sulla distanza. Nel campionato Uisp, il titolo italiano è stato appannaggio di Stefano Ricci (2 ore 38’54’’) e in campo femminile di Romina La Gorga (3 ore 11’03’’).

 


«E’ stata l’edizione dei record – dice Andrea Maggini, segretario della Pisamarathon – Abbiamo avuto circa 3.500 podisti al via. Hanno concluso la maratona in 993, ben 365 in più rispetto ai 628 dell’edizione del 2007. Ancora più eloquente il numero di coloro che hanno portato a termine la mezza maratona, più di 1.300. Dal punto di vista organizzativo tutto ha funzionato per il meglio e i disagi sono stati ridotti al minimo. La bellezza del percorso ha attirato molti podisti della domenica, mentre il fatto che si sia corso in piano ha favorito buone performance tecniche, sopratutto sulla distanza più breve. Su quella più lunga era oggettivamente molto difficile far meglio del keniamo Kipkering (2 ore 15’29’’ nel 2001) e della nostra Bianchi (2 ore 40’12’’ nel 2007). Siamo pienamente soddisfatti perchè riteniamo di aver soddisfatto tutte le esigenze».

 

Importante anche l’ospitalità offerta ai partecipanti diversamente abili. Applaudite le partecipazioni di un maratoneta cieco accompagnato dalla moglie con una cordicella, di due atleti sordomuti, di un atleta della Basilicata che ha subito un doppio trapianto di organi (rene e pancreas) proprio all’ospedale di Cisanello. Discorso a parte per i «MaratonAbili», un gruppo di assistenza che ha spinto un gruppetto di ragazzi obbligati a stare in carrozzella per tutto il percorso, impresa di elevato valore sociale

Aldo Gaggini

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