Precari, tagli e stipendi bassi "E’ sciopero degli scrutini"

"Bidelli insufficienti a rischio la sicurezza dei bambini". I sindacati sul piede di guerra annunciano nuove battaglie 
 

Studenti
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Pisa, 9 giugno 2011 - INCOGNITA SCUOLA. Precari, tagli e strutture carenti. Si chiude un anno, tra pochissimi giorni, fra le polemiche. E se ne aprirà un altro non meno discusso. Con una variante al momento sconosciuta, quella degli scrutini. I Cobas, infatti, hanno annunciato lo sciopero per entrambi i giorni previsti, il 14 e il 15. Sono dunque a rischio i verdetti per gli studenti. «E’ uno sciopero contro la scuola-miseria, per la cancellazione dei tagli degli organici di docenti ed Ata, l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e disponibili, l’apertura immediata della trattativa per il contratto con adeguati aumenti salariali, la restituzione degli scatti di anzianità scippati», sintetizza Gilberto Vento dei sindacati di base. Sigla sindacale che invita anche il personale a partecipare, proprio il 14 alle 10, «alla manifestazione che si terrà sotto il Miur, il ministero a Roma». «Da Pisa andremo in delegazione con il treno — aggiunge — partenza dalla nostra stazione centrale ore 5.45 arrivo Roma Trastevere ore 9.30».

 

Del caso dei contratti a termine non rinnovati si occupa anche la Cisl scuola che chiede la proroga del decreto salva-precari. «Nei giorni scorsi — ricostruisce il segretario provinciale Maria Giuseppa Canuso — i vertici nazionali del sindacato hanno depositato alla Camera dei Deputati (dove si discutono le prime disposizioni urgenti per l’economia) una memoria, chiedendo, in pratica, di riconoscere una sorta di cassa integrazione e la maturazione di servizio a coloro ai quali gli istituti non avevano rinnovato il contratto a settembre del 2008 per effetto dei ‘tagli’ delle cattedre previsti dalla riforma». Alla loro si aggiunge anche la voce degli insegnanti che lavorano di anno in anno. Un piccolo esercito di docenti che firmano un contratto di lavoro con uno o più istituti per coprire, fino al 30 giugno o al 31 agosto, completamente o anche solo per almeno sei ore, i cosiddetti posti vacanti. Qualche cifra. Nella nostra provincia, nell’anno scolastico che sta per concludersi, sono stati firmati ben 131 contratti a tempo determinato nelle scuole dell’infanzia e 220 nelle scuole primarie; hanno accettato l’ennesimo incarico a tempo determinato anche molti docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado: solo quelli che lavoreranno fino al 31 agosto in medie e superiori sono 139 (di cui 80 affiancheranno studenti con disabilità certificate).

 


PROFESSORI a tutti gli effetti - senza di loro, i dirigenti scolastici non saprebbero come fare - ma comunque costretti a restare in sospeso. «Lo Stato — denuncia ancora la Cisl — non intende prendersi la responsabilità di garantirseli a vita, pur sapendo che un precario costa all’Erario più di un dipendente a tempo indeterminato». La richiesta, contenuta anch’essa nella memoria presentata in Parlamento, è di stabilizzarli. Sul caso dei precari, il sindacato gioca la doppia carta. Interpretando il decreto collegato-lavoro del 2010, infatti, Cisl scuola sta assistendo decine di ricorsi perché il giudice – come già è avvenuto in alcune cause pilota – condanni il ministero all’immissione in ruolo di quanti hanno lavorato almeno cinque anni, con contratti annuali». Maria Giuseppa Canuso si scalda: «Speriamo che non sia necessario l’intervento del giudice, ma che sia il Governo stesso a stabilizzarli tutti». E che il prossimo sarà «un altro anno di tagli consistenti, peggiore di quello appena trascorso», lo conferma anche la Cgil, tramite Daniela Fabbrini. A fornire i dati è ancora la Cisl. In provincia di Pisa, nel 2011/2012 dovrebbero lavorare circa 120 insegnanti e 90 bidelli in meno. I tagli delle cattedre dovrebbero interessare soprattutto le maestre delle scuole primarie (-4,5%) – e in particolare le specialiste di lingua straniera - e i docenti delle secondarie di secondo grado (un altro -4,5% rispetto all’anno scolastico 2010/2011), in particolare i docenti di laboratorio che prestano servizio negli istituti tecnici.

 


«SARANNO anche più numerosi dei carabinieri, come ha affermato il ministro Gelmini al talk-show di Fabio Fazio Che tempo che fa, ma, grazie alla sua riforma, le bidelle sono diventate poche. Tant’è che, chiamate a svolgere mille incombenze, non riescono nemmeno a presidiare in modo continuativo la porta di accesso alle scuole». L’osservazione è del segretario regionale di Cisl scuola Maria Cristina Zini, che ha visitato personalmente, accompagnata da colleghe pisane, almeno una decina di scuole tra Pontedera, Cascina e Pisa per spiegare agli iscritti il recente accordo grazie al quale agli insegnanti e al personale amministrativo sono stati riconosciuti gli scatti di anzianità: «Nella maggior parte dei casi siamo entrate senza trovare, alla porta, una bidella; motivo: doveva accompagnare un disabile in bagno, faxare documenti o aiutare le sporzionatrici della mensa. Noi siamo entrate con intenti pacifici: cercavamo i dirigenti scolastici per condividere con loro le preoccupazioni per il futuro della scuola ed informarli che avremmo affisso materiale all’albo sindacale». «Ma — si chiede — se nel plesso fosse entrato uno spacciatore?. In altri casi la porta era chiusa a chiave, perché la bidella non poteva presidiarla e abbiamo aspettato un quarto d’ora per poter entrare».
 

antonia.casini@lanazione.net

 

di ANTONIA CASINI

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