Sgombero
ad alta tensione
Ma arrivano le prime case
Blitz della municipale: ruspe sulle baracche a Coltano. Consegnate le villette costate 900mila euro. Protestano gli esclusi
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Pisa, 3 settembre 2010 - Altro campo, altre bidonville. Nuovo sgombero. Coltano, ore 10, arrivano le ruspe. Le stesse che nei giorni passati hanno bonificato le zone del Cep e di via di Viaccia e che interverrano, se saranno trovati gli occupanti, anche sotto il ponte delle Bocchette e dietro il bar Lilli. Giovedì, giorno di consegna delle villette nell’area vicina in quello che ormai viene chiamato «ex campo». Un’assegnazione nell’aria da tempo e che era stata preceduta, proprio mercoledì, da un’occupazione simbolica degli appartamenti da parte degli 'esclusi'.
Esclusi dal progetto 'Città sottili' perché coinvolti nel gennaio 2008 nei disordini scoppiati tra rom, macedoni e kosovari, che avevano portato a scoprire anche un arsenale all’ex Ittiogenico a Marina, un edificio del Comune nel quel erano ospitate alcune famiglie. Un’operazione, quella di ieri, che si è svolta tra momenti di tensione. Come prevedibile dalla vigilia. Tanto che amministrazione comunale, questore e prefetto hanno inviato nella località tra Pisa e Livorno cinquanta vigili urbani, trenta carabinieri e altrettanti poliziotti con una maxi operazione.
Sedici le villette già assegnate. In totale — come scriviamo anche nella cronaca nazionale — saranno 14 le famiglie che abiteranno nei nuovi alloggi, costruiti con i soldi europei (900mila euro) ottenuti tramite la Regione. 78 le persone, piccoli compresi, sistemati negli appartamenti da 45 a 60 metri quadrati e composti da due o tre vani. Ci vorrà ora almeno una settimana per abbattere le baracche, nate negli anni e ripulire l’area. La ditta incaricata, l’Avr, ci metterà forse anche dieci giorni. Nel campo si sono accumulate tonnellate di rifiuti. Materassi, passeggini, bottiglie. Montagne di spazzatura talvolta data alle fiamme. Ma anche piccoli laghi che raccolgono gli scarichi delle nostre bidonville.
Qui, come già altrove, i bambini convivono con gli escrementi, ferri arrugginiti e fango. Una storia davvero tormentata quella di Coltano. Le case ribattezzate 'minime' dovevano essere pronte già nel 2004. Passano gli anni e crescono le polemiche. Con critiche da destra, per l’utilizzo di soldi pubblici nel progetto, e da sinistra per l’esclusione di alcuni dal percorso e la fine di 'Città sottili'. Oltre 500 i rom seguiti, obiettivo l’integrazione. Poi, un anno fa, un cambio di rotta. Per alleggerire le presenze in città, si avviano i rimpatri assistiti. Un piano, questo, a cui aderiscono un centianio di persone che tornano in patria con un contributo che va da 500 a 1.500 euro, a seconda della composizione del nucleo familiare. Due soltanto tornano all’ombra della Torre per venire a trovare dei parenti, ma vengono subito identificati e rimessi in viaggio. Poi, a gennaio 2010 la firma del protocollo dei 9 Comuni che fanno parte della Società della salute. "Per ricondurre la sperimentazione di Città Sottili sui binari di finanziamenti ordinari e superare definitivamente i campi abusivi", come ha spiegato recentemente in un suo intervento l’assessore alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone.
Proteste e tensione. Anche se alla fine le cinque famiglie rimaste fuori, 4 kosovare e una bosniaca, hanno accettato di rimanere nei container della Protezione civile: il giudice, visto che il processo è ancora in corso ha chiesto che gli interessati non si allontanino. In attesa della conclusione: la prima udienza è stata fissata per il 24 settembre. I container saranno posizionati nelle vicinanze delle case. Sempre a Coltano. Una realtà, quella della frazione che si trova tra Pisa e Livorno, diventata difficile nel tempo. Qui si trova l’ex campo, che si è ridotto pian piano. Anche se qui rimane ora il degrado. Che la bonifica proverà a ridurre. Tantissimi i piccoli, come sempre, accolti nell’accampamento. Qualcuno viaggia in bici, tra le case nuove. Qualcun altro gioca o chiede un cerotto alla postazione della Croce Rossa.
I vigili urbani offrono loro un vassoio di paste: forze dell’ordine e assegnatari si sono rifocillati dopo una mattinata altalenante. Prima rifiutati, in segno di protesta dopo le contestazioni della mattina, i dolci vengono poi accettati. Sfoglie e brioches non si vedono spesso da queste parti. Qualcuno, tra gli adulti, chiede una casa più grande rispetto a quella che ha avuto. Mentre c’è chi si avvicina alla toppa e si immagina già di aprirla con le chiavi. Le operazioni di consegna vanno avanti per tutto il pomeriggio. Da domani la maggior parte delle famiglie si sveglierà già nelle nuove abitazioni, quelle che hanno visto a lungo dal’esterno. Mentre in altri campi si ricomincia da capo. E, intanto, continuano gli sgomberi.
Antonia Casini
25/11/2011 - Pisa
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
Azienda Leader Nel Settore Elettromeccanico


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