Una fine assurda
e terribile
Il 'pirata' resta
in carcere
La morte del giovane investito da un clandestino. Multato l’amico ferito. Il giallo della telefonata al 118
Pisa, 2 settembre 2010 - Andrea è morto per un politrauma. L’esame esterno disposto dal pm, Antonio Giaconi, che coordina le indagini, ed eseguito dal professor Alessandro Bassi Luciani lo conferma. Andrea Peruzzi, 20 anni, è rimasto schiacciato tra l’auto che l’ha investito, la Fiat Punto, e quelle parcheggiate in via Luschi. Lui e l’amico, Stefano Strigoli, 22 anni, stavano camminando l’uno davanti all’altro, quando è piombato loro addosso la Fiat Punto guidata da un giovanissimo brasiliano, J.G.D.O.S., che si trova in carcere con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso nell’attesa della convalida del fermo che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. E lo facevano procedendo sulla sede stradale, accanto alle macchine in sosta e non sul marciapiede. Un comportamento che ha costretto ('nostro malgrado') i vigili urbani pisani a far scattare una contravvenzione di 28 euro, come scriviamo anche nelle pagine nazionali. Un dramma non facile da ricostruire.
La polizia municipale, con l’ufficio incidenti e il suo responsabile Maurizio Salvatori, sta cercando di mettere insieme tutti i pezzi delle storie, che si sono incrociate martedì mattina nella zona di via Garibaldi. Ieri i vigili hanno contattato il consolato brasiliano a Roma per capire se il 19enne clandestino al volante dell’auto pirata sia in possesso della patente. Quando si è presentato al comando di via Cesare Battisti, dopo essere stato messo alle strette dagli stessi vigili, non l’aveva. "Ce l’ho nel mio ufficio e domani mattina (stamani, ndr) la consegnerò al giudice. E’ valida in Italia per un anno", afferma il suo avvocato, Angela Giovinazzo che aggiunge: "Il mio assistito si trovava qui da 7 mesi perché voleva ricongiungersi alla sua famiglia, che abita a Pisa da tempo".
Diverse le versioni su come sono passati i minuti, subito dopo la tragedia. Per i testimoni sentiti dalla municipale di Pisa, due, un uomo che lavora nel quartiere e che si è affacciato alla finestra, subito dopo lo schianto e per un passante che ha soccorso i due ragazzi lucchesi, il giovane brasiliano e il suo passeggero una connazionale di 53 anni si sono fermati dopo 40 metri dal punto dell’incidente, senza mai avvicinarsi, quindi sono fuggiti. "Non li ho visti, ho sentito soltanto la botta. Poi ho avuto paura e me ne sono andato", è la prima versione di J.G.D.O.S. quando si è presentato al comando di via Battisti, dopo essere stato rintracciato al telefono. Sono stati gli stessi vigili a comunicare al 19enne che uno dei due ragazzi investiti era morto. "E’ un ragazzino spaurito", dice il suo legale. "A vederlo sembra avere 16 anni è per questo che, una volta che si sarà tenuta l’udienza di convalida chiederemo almeno gli arresti domiciliari presso la casa dei suoi parenti a Pisa".
Ma chi ha chiamato il 118?. Saranno le registrazioni della telefonata arrivata alla centrale operativa pisana a rivelarlo. Nastri che saranno ascoltati. "Non è scappato — insiste l’avvocato dell’investitore — E’ rimasto fino a che non è arrivata l’ambulanza. Semmai è la sua connazionale ad essersene andata. Speriamo che Stefano, seppur scioccato, possa testimoniarlo". Sulla fuga. "Ha avuto paura: in Brasile si può essere linciati dalla folla". Nei guai finirà anche la proprietaria dell’auto, la Fiat Punto, che era senza assicuarzione da luglio, quando era scaduta. La donna, C. G. E., che ha una piccola impresa di pulizie, anche lei brasiliana, risulta titolare di un altro veicolo fermato a Pisa 15 giorni fa. Ha una patente non valida in Italia. E la macchina in questione, che sarebbe dovuta restare ferma a Pisa, è risultata essere a Bergamo. Là è stata rintracciata C. G. E. dalla municipale martedì, quando sono scattate le indagini per trovare il responsabile della morte di Andrea.
Antonia Casini
25/11/2011 - Pisa
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
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