Bagarre in consiglio comunale: furiosa lite tra sindaco e Sinistra
Il Sel a Cerri: "Amici dei palazzinari". E Filippeschi: "Vi dico io chi prende le tangenti"
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Pisa, 21 luglio 2010 - Due giorni di autentico caos in consiglio comunale — con litigio notturno e scambio di frasi pesanti tra sindaco Filippeschi e assessore Cerri da una parte e Sinistra radicale dall’altra — per la vicenda Rebeldìa, il cartello di 30 associazioni sul quale pende una causa di sfratto per l’occupazione dell’area di via Battisti (il contratto di comodato è scaduto a febbario 2007). Qui devono infatti aprire i cantieri del progetto Sesta Porta, lavori per il cui ritardo il Comune (cioè noi) rischia di pagare salate penali (5mila euro al giorno) se le opere non verranno realizzate nei tempi previsti.
Ma la scintilla scocca lunedì a tarda ora quando, al momento di votare il quarto ordine del giorno proposto dalla maggioranza — dopo che ne erano stati bocciati due di Pdl e Sel e approvato un altro sempre della maggioranza — per chiedere la "necessaria immediata liberazione degli spazi di via Battisti" e auspicare "una soluzione per le associazioni che consenta di poter trovare una nuova collocazione attraverso il confronto con Comune, Università, Dsu". A quel punto il Sel (Scaramuzzino e Modafferi) e Rifondazione (Bini) annunciano di non partecipare al voto ed escono. Stessa cosa fa a ruota ("anche se per motivazioni opposte") il Pdl.
Così viene meno il numero legale, salta la votazione e scoppia la bagarre. In sala Rossa, accanto a quella del consiglio, l’assessore Cerri si scontra con Modafferi: "Vi siete accordati con la destra per far mancare il numero legale". "Non è vero, è come se ti dicessi che voi fate gli accordi coi palazzinari" è l’immediata replica dell’esponente della sinistra radicale, parole confermate anche dai colleghi di partito, anche se ieri Cerri ribatteva che il riferimento è stato molto più esplicito ("E voi fate accordi con i palazzinari") tanto da indurre il sindaco, anche lui presente in Sala Rossa, a intervenire in difesa del suo assessore urlando a Modafferi: "Se vuoi ti dico io chi le prende le tangenti...".
Ieri pomeriggio, alla ripresa dei lavori del consiglio, reazioni a catena: il sindaco — che si è lasciato andare a uno scatto di nervosismo anche con la stampa, per il quale si è poi scusato —, dice che il riferimento alle tangenti "non era rivolto agli esponenti del Sel", i quali invitano però "il primo cittadino, se ha notizia di reati così gravi, ad andare immediatamente in Procura".
"Ma stessa cosa potrei dire io a Modafferi a proposito delle frasi sui rapporti con i palazzinari: se sanno di qualche illecito vadano subito alla magistratura" ribatte Cerri che conferma "di aver visto, lunedì sera, gli esponenti del Sel accordarsi con la capogruppo del Pdl, Paoletti, per uscire tutti insieme dall’aula e far mancare il numero legale. Il resto sono scatti d’ira in una discussione accalorata e niente più" aggiunge invitando a guardare al nocciolo del problema e cioè che "in via Battisti devono partire i lavori".
"Adesso serve buonsenso" prova a gettare acqua sul fuoco il capogruppo del Pd, Ranieri Del Torto: "Basta con le posizioni strumentali. L’area va liberata (come ripete l’odg poi votato ieri pomeriggio). Il Comune ha offerto a Rebeldìa anche la possibilità di ricoverare il materiale delle associazioni per tutta l’estate fino all’arrivo della soluzione" che per palazzo Gambacorti è quella del trasloco in via Saragat, negli spazi da prendere in affitto dalle Ferrovie per 60mila euro all’anno pagati da Comune, Provincia, Dsu e Ateneo.
Ma Rebeldìa non pare avere alcuna voglia di levare le tende. Le posizioni restano molto lontane e il clima incandescente anche perché ieri il consiglio (stavolta con votazione bipartisan di Pd e Pdl, contrario il Sel) ha bocciato la proposta di delibera di iniziativa popolare sugli spazi sociali promossa da Rebeldìa, Arciragazzi e Biblioteca Serantini con la quale si impegnava la giunta "a riconoscere e risolvere il problema degli spazi dedicati alle attività sociali". Fino a venerdì comunque è tregua armata: il 27 il giudice si pronuncerà sullo sfratto da via Battisti. L’impressione è che sarà un agosto rovente. Non solo per il caldo.
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