Pisa, 18 giugno 2017 - «Ha fatto bene». Matteo Salvini conosce la pancia degli italiani, così come Beppe Grillo. Non per nulla i rumors raccontano un profondo feeling tra i due in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Così martedì sera, quando ancora l’eco degli spari rimbombava in via Battelli, il leader della Lega ha immediatamente esternato, salvo poi scomparire dai radar allorquando ha scoperto che non c’erano ‘stranieri’ contro cui inveire. E lo stesso è capitato a Gianni Alemanno che ha provato a uscire dall’oblio in cui è caduto ripartendo proprio da Pisa. Ma non è solo una questione di opposizione, né tanto meno di centrodestra. In questa maledetta vicenda ancora una volta il Palazzo ha mostrato tutta la sua incapacità di dare risposte concrete alle necessità più sentite dai cittadini. Tutti, centrosinistra compreso (seppur con le sue eterne contraddizioni) hanno invocato la legittima difesa senza sapere che il codice penale già la prevede dalla riforma del 2006. Mentre prima occorreva il riconoscimento della proporzione tra offesa e difesa, oggi, infatti, essa è sempre presunta allorquando ricorra – come ha prontamente e opportunamente spiegato il procuratore capo Alessandro Crini – un pericolo reale e concreto e questo si manifesti all’interno di un’abitazione o di un esercizio commerciale. Insomma la norma c’è ed è perfino chiara. Non richiede un’interpretazione complessa, va solo applicata. E allora perché tutto questo cancan? Perché la sicurezza rimane il nervo scoperto di un sistema politico alla spasmodica ricerca di un consenso immediato, piuttosto che di un sistema che garantisca concretamente il cittadino più esposto alla criminalità urbana. Non è questione di giorno o di notte, di sera o di mattina. Il nocciolo della questione è offrire a tutti i cittadini quella sicurezza per cui (i più) pagano regolarmente le tasse. La riforma che si attende è quella che renda più celeri i processi (non solo quelli penali) e certe le pene, che porti a negoziare con molti Stati accordi tali che in caso di condanna i cittadini stranieri vadano a scontarle nei loro Paesi d’origine. Una misura quest’ultima che avrebbe il duplice scopo di incidere (limitandolo) sul sovraffollamento carcerario e nel contempo sulla reale applicazione di percorsi rieducativi. Passaggi concreti che vanno al di là degli slogan lanciati per solleticare il giustizialismo fai da te tanto in voga nelle piazze del web. Eccola la vera sfida della politica: guardare alla luna e non puntare solo al dito. Uscire dalle scorciatoie del populismo per imboccare la strada di scelte coraggiose nel vero interesse della collettività. Il centrodestra ha il merito di aver messo il centrosinistra davanti alle sue responsabilità (il pasticcio della distinzione tra notte e giorno), ma ora solo chi saprà uscire dalle convenienze del momento per dare una visione di prospettiva saprà davvero dare quelle risposte di sicurezza che non possono essere più rimandate. A Pisa come nel resto del Paese.
Buona domenica.